martedì 12 dicembre 2023

I biscotti di Natale della Bastardella


Il mattarello decorativo più bello del mondo... maledetto lui!

Se pensate di trovare la ricetta dei biscotti, ve lo dico, non la troverete.

Infatti, da vera Bastardella, ho fatto un quintale di impasto e poi metà l'ho surgelato e la ricetta, puff, persa.

Magari vi do qualche indizio, non è una frolla classica, è speziata, un po' come quella dei biscotti di pan di zenzero.

Quindi di che cosa vogliamo parlare? Parliamo di come avevo un'idea di biscotti di Natale che è dovuta cambiare in corsa perché il matterello decorativo che adoravo, non decora proprio niente.

Tutto è iniziato con il mattarello comprato da Maison du Monde, bellissimo, mi sono innamorata al primo sguardo e poi quello sconto del 50% ha scatenato una disinibizione all'acquisto quasi peccaminosa!

Biscotti di Natale speziati.

Volendo tralasciare il fatto che lo sconto non è stato applicato in cassa e che ha fatto vincere a Maison du Monde una bella recensione sotto le tre stelle, il mattarello non ha fatto il suo lavoro (oppure io non sono stata capace di utilizzarlo, e questo è altamente probabile!). Sarà colpa dell'impasto? 

Sarà colpa del mattarello? Sarà colpa della Bastardella? Non lo so, ma se volete vedere come è andata c'è un reel sul mio profilo IG che ve la racconta tutta. 

Veniamo a noi. Come ho recuperato i biscotti? Facile, ho usato gli stampini di Natale, acquistati a settembre da Tedi, il negozio delle meraviglie che può fare concorrenza solo a Tiger e il risultato è stato garantito!

Stampini biscotti di Natale

Eccoli qua, sempre un po' Bastardelli perché non avevo voglia di sistemarli per bene, ma se volete fare bella figura con uno sbattimento relativo ecco la soluzione:

- pasta frolla (anche surgelata, lo saprete solo voi)

- stampini per biscotti con base in legno

- coppa pasta tondo (se volete fare le cose super precise)

Procedimento: fai delle palline con la pasta frolla, premi sopra lo stampino. Se vuoi togliere il bordo rifinisci con il coppa pasta tondo della misura corretta. Inforna i biscotti a 180 per 12 minuti circa.

Fatto!

giovedì 7 dicembre 2023

Un Centrotavola Natalizio goloso



Il centrotavola natalizio fai da te.

Pronti ad affrontare le abbuffate di Natale?

Se siete dei veri Bastardelli il centrotavola ve lo mangiate! Quindi, vi racconto il centrotavola di Natale fai da te semplice da realizzare e divertente da gustare.

Mi piaceva l'idea di avere un centrotavola colorato e goloso che richiamasse il Natale ma che a fine cena non andasse sprecato. 

Così, eccolo qua, il mio alberello gustoso è un piccolo centrotavola natalizio elegante a base di mozzarelline, formaggi e erbe aromatiche.

Volete realizzarlo? Vi racconto come fare!

Centrotavola natalizio fai da te elegante 


Cosa vi serve per realizzare questo centrotavola di Natale?
  • cono di polistirolo
  • carta stagnola
  • stuzzicadenti
  • ovoline di mozzarella
  • parmigiano in scaglie o cubetti
  • pomodori pachino gialli e rossi
  • olive
  • piantine di menta, basilico, rosmarino

La dimensione del cono di polistirolo dipende da quanto grande volete realizzare il vostro centrotavola. 

Avendo una tavola piccola ho utilizzato il cono più piccolo, ma nei negozi di casalinghi o di hobby creativi ne troverete di tutte le dimensioni.

Tra l'altro la forma del cono è solo una delle tante che potete utilizzare. Molto carine sono anche le forme in polistirolo di stelle o le sfere da personalizzare.

Centrotavola fai da te natalizio.


Torniamo a noi e al nostro cono. Rivestite il cono di carta stagnola. Aiutandovi con gli stuzzicadenti iniziate a fissare i pomodori pachino e le olive, il parmigiano e poi le ovoline di mozzarella. 

Riempite gli spazi vuoti con ciuffetti di menta, rosmarino o basilico (quello che avete in casa!).
Posizionate il vostro centrotavola natalizio in frigo fino al momento di apparecchiare e se volete aggiungere un effetto wow, aggiungete anche delle luci alla base. 

Garantisco che non sarà il classico centrotavola elegante che viene tolto appena arriva il vino a tavola!

Sicuramente si confonderà felicemente con il resto degli antipasti e presto, il posto per il vino o le altre pietanze si troverà da solo!

Siete pronti a realizzare il vostro centrotavola fai da te natalizio?
Fatemi sapere!

mercoledì 6 dicembre 2023

Il Banana Bread con banane mature

Usa le banane mature per fare un Banana Bread.

Sembra che la Bastardella sia sparita, in realtà c'è e continua a cucinare e sperimentare come sempre, solo che passo più tempo su Instagram, andatemi a cercare anche lì!

Mi sono ritrovata a dover provare il Banana Bread, un dolce che non mi attirava per niente, lo trovo sempre molto brutto!

Bastardella in Cucina pronta per il Banana Bread di riciclo.

Avevo delle banane che stavano invecchiando un po' troppo così ho cercato una ricetta antispreco per riciclare le mie banane mature e portare a casa un dolce fatto in casa sano, nutriente e con della buona frutta.

Le mie ricerche mi hanno portato al blog Le ricette di Stef dove ho trovato una ricetta che incontrava il mio gusto: banane sì, ma anche frutti di bosco che smorzano la dolcezza della banana e donano un sapore più pungente, che a me piace tanto.

Come usare le banane troppo mature?

Ho personalizzato la ricetta in base a quello che avevo in dispensa, del resto mia è una ricetta di riciclo, quindi ho dovuto necessariamente metterci le mani in questa direzione.

Banana Bread con frutti di bosco. Ricetta salva spesa!

Ecco la mia versione:

Banana Bread di banane mature e frutti di bosco

  • 2 banane mature
  • 2 uova
  • 240 g di farina 00
  • 100 gr di zucchero, ma volendo potete scendere anche a 90g, viene molto dolce.
  • 80 ml di olio di semi
  • la buccia grattugiata di mezzo limone
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato
  • frutti di bosco surgelati (la ricetta originale suggerisce 100 g di mirtilli, io ho usato al massimo 60 grammi di frutti di bosco surgelati ed è venuta bene lo stesso, quindi regolatevi)
Per il procedimento, partite dalle banane, sbucciatele e tagliate a rondelle il frutto. Poi schiacciatelo con una forchetta fino a farlo diventare una purea, aggiungere il succo la scorza del limone.

A parte unire l'olio, lo zucchero, la vanillina e le uova. Aggiungere poi il composto di banane e la farina setacciata con il lievito e il bicarbonato.

Quando l'impasto sarà pronto e avrà la consistenza del classico ciambellone, aggiungete i frutti di bosco. Imburrate una teglia da plumcake e infornate a 180° per 40 minuti circa.

Se volete dare un'occhiata al reel che ho realizzato per il mio Banana Bread di riciclo, andatelo a vedere sul mio profilo Instagram


martedì 17 novembre 2020

Brioche giraffa con licoli

il mio plumcake effetto giraffa


Lo ammetto, passo più tempo su IG di quanto dovrei, ma sì trovano spunti interessanti, soprattutto per la mia nuova passione a base di Licoli, le brioche.

Sul profilo di una ragazza davvero molto brava ho trovato questa brioche in formato plumcake golosa e molto simpatica. Non ho usato la sua ricetta ma ho seguito i suoi suggerimenti per creare l'effetto giraffa.

Andate a visitare il suo profilo IG @bakingwithgina.

Ecco di seguito la ricetta:


Brioche giraffa con Licoli

Impasto bianco
250 g di farina 00
80 g latte
1 uovo
80 g zucchero
50 g licoli
60 g burro
Sale

Impasto nero
220 g farina 00
30 g cacao amaro
80 g latte
1 uovo
100 g zucchero
50 g licoli
60 g burro
1 uovo
Sale.

Scaldare il latte a circa 40° e usarlo per sciogliere il Licoli, unire l'uovo e mescolare tutto.

Nella planetaria con gancio a uncino mettere la farina e lo zucchero, unire il composto di uova, latte e Licoli e poi aggiungere un pizzico di sale e il burro a pezzettini, una volta lasciato fuori dal frigo e ridotto a temperatura ambiente. Impastare fino a quando il burro non sarà incorporato nell'impasto, circa 10-12 minuti. 

Poi mettere l'impasto nella spianatoia con un pizzico di farina e lavorate poco per formare una palla. Mettete in una ciotola coperta con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio (io ho lasciato lievitare tutta la notte a temperatura ambiente).

Una volta lievitato prendere gli impasti e dividerli in 4 panetti. Stendere il primo panetto bianco in un rettangolo e inserire all'interno il panetto nero arrotolato a forma di salsicciotto. Avvolgere il panetto nero con quello steso bianco e ripetere per  resto dei panetti.

Modellare i panetti un po' sul piano di lavoro per allungarsi un poco e poi tagliarli a metà.
Sistemare nella forma da plumcake ricoperta di carta forno I panetti tagliati, avendo cura di alternare il verso in modo da ricavare le chiazze di diverse dimensioni.

Infornare in forno caldo a 200 per 40 minuti.

Sul profilo IG di @bakingwithgina troverete anche un video super dettagliato di come realizzare i salsicciotti e posizionarli nella teglia.

mercoledì 27 maggio 2020

[Faccio festa] La festa di una volta


la torta fatta in casa per la festa low cost di Samuele.

Torno a parlare di feste, una delle cose che mi piace più fare. Un po' perché posso cucinare quello che mi piace, un po' perché chi non è felice ad una festa organizzata dalla Bastardella?

Il compleanno di Samuele n. 6 è stata una festa piuttosto complicata. Avevamo diversi problemi, il più grande era il budget.

Organizzare una festa di compleanno per bambini economica è diventato un lusso, passatemi il gioco di parole. I bambini e i genitori, sono abituati a location comode, il più delle volte con giardino, buffet ricchi e articolati dove le intolleranze alimentari non sono un problema, animatori più o meno urlanti, torte a più piani e piccoli gadget come party gift da regalare ai piccoli amici intervenuti alla festa.
Bene, tutto questo costa tanto, ma davvero tanto! Però ci sono soluzioni alternative e vi dimostrerò che anche con poco si può organizzare una festa senza spendere troppo.

La nostra idea era: facciamo una festa al parco del quartiere. Dopo scuola appuntamento al parco, portiamo la merenda al sacco per tutti. Forniamo ad ogni bambino la mascherina da super eroe per giocare tutti insieme e ad ognuno regaliamo una spada fatta con i palloncini. Ordiniamo la torta alla pasticceria vicino al parco e quando si fa una certa ora brindiamo e tutti a casa. Abbattiamo i costi e sono tutti felici.
Peccato che non avevamo considerato un imprevisto: la pioggia.

La festa pic-nic al parco salta? porta il parco in casa!

Benissimo, cambio di programma. Dove la facciamo la festa? A casa.
Sì, hai letto bene, a casa.

La nostra casa era di 70 mq, la stanza di Samuele era abbastanza grande ma per l'occasione abbiamo dovuto dare qualche cambiamento.

Abbiamo spostato tutti i mobili della sua stanza nella nostra camera da letto, che si è trasformata per un giorno in un magazzino di un rigattiere. La sua stanza vuota è diventata una fantastica mini sala per le feste.

Cosa ti serve per fare una festa a casa?


  • Un libro per imparare a fare spade e fiori con i palloncini, noi lo abbiamo comprato su Amazon, è stato fondamentale anche perché aveva in dotazione anche una piccola pompa e dei palloncini. Un rinforzino lo trovate anche sui video tutorial su YouTube. Quello che è andato meglio è stato il palloncino pistola e il mitra, anche per le bambine.
  • Colorabili e pennarelli. Una delle cose che non devono mancare sono i fogli con super eroi, principesse e i personaggi più amati dai bambini da colorare. Non tutti i bambini vogliono ballare o giocare, alcuni si divertono seduti a colorare e in ogni caso sono un ottimo modo per intrattenere bambini di diverse età. Per la nostra festa volevamo puntare sull'effetto wow, così abbiamo unito tanti colorabili per creare un tappeto da colorare, è piaciuto molto!
Un tappeto di colorabili per stupire gli amici e colorare tutti insieme.

  • Discopalla. Una festa senza discopalla che festa è? Con soli 4 euro, nell'emporio sotto casa ho reso felici circa quindici bambini. È bastato sostituire la lampadina nel lampadario della camera di Samuele, accendere la musica con le loro canzoni preferite e aspettare che calasse il buio. Un successone!


  • Buffet per i bambini. Dunque, avevamo un budget limitato e in più la nostra idea era di una merenda al sacco. Quindi abbiamo realizzato per i bambini dei sacchetti con dentro: 1 merendina dolce, 1 pacchetto di taralli, 1 succo di frutta e una manciata di caramelle. In questo modo abbiamo gestito benissimo anche le intolleranze dei bambini, perché avevamo sacchetti di colori diversi per chi aveva la merendina senza glutine.
Kit merenda da festa: 1 merendina, 1 pacchetto di taralli, 1 succo di frutta, caramelle gommose.

Il kit party senza glutine per amici e cugini celiaci. Cassettina a parte ma ad alto tasso di golosità.

  • Buffet per i grandi. Lo sappiamo tutti, il buffet delle feste è sempre per i grandi, allora perchè non ci mettono mai una bella birra? Chi lo sa! Io ce la metto sempre, ma questa volta visto che si trattava di una merenda al sacco, modello pic-nic al chiuso, la merenda dei grandi è stata una bella pagnotta di pane casareccio e un bel barattolo di Nutella. Devo dire che hanno apprezzato tutti!
I grandi si fanno contenti con poco a merenda: un bel tagliere di pane e Nutella.

  • La cialda personalizzata. L'unico lusso di questa festa in casa è stata la cialda della torta. Infatti, ho deciso di fare in casa la torta di compleanno, perché nonostante la grande qualità della pasticceria, con una semplice ricetta a base di pan di spagna e crema si può fare una torta di compleanno fatta in casa davvero golosa alla metà del prezzo della pasticceria. Però, è necessario rendere la torta abbastanza accattivante per dei bambini e per questo serve una bella cialda. Ce ne sono di pasta di zucchero e di ostia: quelle di pasta di zucchero costano di più, quindi quale ho scelto io? Giusto, quella di ostia. Ed è andata benissimo, anche senza aggiungere la gelatina per lucidarla.
La torta di Samuele con una bella cialda personalizzata e stampata su ostia.

La torta è un pan di spagna farcito con crema pasticcera e fragole fresche, ricoperta di panna montata.

  • Mascherine da regalare. I famosi party gift possono essere anche molto economici e avere un grande successo. Nel nostro caso la festa di Samuele voleva essere a tema supereroi, così abbiamo comprato su Amazon un pacco di mascherine assortite. Le abbiamo regalate a tutti i bambini e sono anche avanzate. 
party gift low cost o meglio regalini economici per far felici i bambini che vengono alla festa.



Alla fine è stata una bellissima festa, come quelle di una volta: a casa, con gli amici, la musica e una torta. I bambini tutti contenti e i genitori stupiti di come senza animatore ed effetti speciali i bambini si potessero divertire. Io ne ero certa, i bambini hanno mille risorse e si divertono semplicemente stando insieme.

A me è rimasta una casa sottosopra e un bambino felice, quindi la stanchezza si è superata facilmente.
Se vi interessa la ricetta della torta fatemi sapere, ve la passo volentieri.
Alla prossima festa!

lunedì 25 maggio 2020

Dolci con il licoli: girelle golose


Come esci dall'epidemia del secolo? Io ne esco con una nuova passione: il licoli.
Ma se la pizza e il pane sono i principali protagonisti di questo ingrediente meraviglioso, io mi sono incuriosita sul suo utilizzo nei dolci. 

Magari un giorno approfondirò il licoli, cos'è e come si fa, ma diciamocelo: c'è chi ve lo può dire con più competenza di me! Io mi sono limitata a seguire le istruzioni, stalkerare su Instagram il buon Alessandro Lo Stocco che con il suo #lievitomadreinquarantena ha condiviso il suo sapere e i suoi trucchi per panificare anche in casa e rielaborare delle ricette.

La migliore ricetta che ho sfornato fino ad oggi con il mio licoli, Sabatino, sono le Girelle di cioccolato e mele. Sì, due versioni perché in questa casa siamo piuttosto esigenti.

Subito per voi la ricetta:

le mie preferite, Girelle al cioccolato.

Girelle dolci al cioccolato e mele con licoli

  • 500 g farina (metà farina 00 e metà manitoba)
  • 160 g licoli
  • 200 ml latte
  • 2 uova
  • 80 g zucchero
  • scorza di limone
  • 1 mela
  • cioccolato fondente 
  • cannella
  • succo di limone
  • zucchero di canna per guardine.
Le girelle alle mele, le preferite del Bastardello.

Procedimento:
  1. Setacciate le farine e mettetele nella planetaria con il gancio a foglia.
  2. Sciogliete il licoli nel latte tiepido, poi unite le uova una alla volta.
  3. Aggiungete nella planetaria lo zucchero e fate fare un giro per amalgamare farine e zucchero, poi versate il composto liquido e la scorza di limone.
  4. Cambiate il gancio della planetaria e mettete il gancio a uncino, avviate la planetaria e poco alla volta aggiungete il burro. Lavorate l'impasto fino a quando il burro sarà completamente assorbito e il composto sarà liscio.
  5. Lavorate un po' con le mani sulla spianatoia, poi posizionate l'impasto in una ciotola più grande, copritelo con la pellicola e lasciate lievitare fino a quando non sarà raddoppiato di volume. Il mio impasto ha riposato tutta la notte, circa 12 ore.
  6. Dividete l'impasto in due. 
  7. Prendete la prima metà dell'impasto e stendetelo con la forma di un cerchio. Dovrà avere all'incirca lo spessore di 1 cm. 
  8. Preparate la farcitura. Per le mele: sbucciate la mela, tagliatela a spicchi e poi in piccoli pezzi. Mettete in una ciotola con il succo di limone (permetterà di mantenere il bel colore bianco alla mela) e condite con un paio di cucchiai di zucchero e un bel po' di cannella. Per il cioccolato: prendete la stecca di cioccolato e con il coltello tagliate tanti piccoli pezzetti. Potete usare anche le gocce di cioccolato, ma io ho preferito usare la stecca!
  9. Una volta steso il disco di impasto, spennellatelo con il burro e disponete sopra il composto di mele e cannella. Arrotolate e sigillate con un po' di burro. 
  10. Tagliate tante rondelle di circa 2 cm di spessore e disponete su una placca con carta forno. 
  11. Lasciate riposare per circa 40 minuti.
  12. Passati i 40 minuti spolverate con zucchero di canna e infornare in forno caldo a 180° per 15 minuti.
  13. Per le girelle al cioccolato stesso procedimento e tempi di cottura: spennellare con il burro, distribuire il cioccolato e tagliare a rondelle.
L'impasto delle brioche con licoli dopo 12 ore di lievitazione.

Il risultato è molto goloso. Il burro rende l'impasto davvero molto soffice e se vi piacciono le mele sembra che sia una delizia per il palato... io posso garantire solo per le girelle al cioccolato!

Prima di arrotolare con le mele.

Prima di arrotolare con il cioccolato.

Se volete leggere la ricetta originale, ho preso spunto da Salta in padella.
Invece se volete vedere cosa combino su per giù in tempo reale mi trovate su Instagram, dove troverete anche altre idee che non ho avuto il tempo di raccontare qui!
A presto,
F.


domenica 2 giugno 2019

Pizza fatta in casa: come passare da 25 a 3 g di lievito

pizza margherita fatta in casa

Sono passati più di due anni dall'ultimo articolo, ma in questo periodo non ho mai smesso di cucinare, sicuramente meno, ma con un pizzico di pignoleria in più.

Mi è stato regalato, su richiesta, un libro che è diventato la mia nuova bibbia: Il gioco della Pizza, di Gabriele Bonci. L'ho studiato come un manuale e dopo una prima fase di depressione sulla questione "trova la farina ideale" e su "fai da sola il lievito madre" ho trovato il mio equilibrio e la pizza del sabato sera è diventata un appuntamento di sperimentazione.

Poi ci ha messo il carico da dodici il programma Pizza Hero... e niente, la mia ambizione casalinga è diventata quella di trasformarmi in "un fornaretto che fa cantà l'angeli"

Lo ammetto il coraggio di lasciare il mio panetto di lievito di birra fresco da 25 g non l'ho trovato subito, ma nel giro di sei mesi, riduci riduci sono arrivata ad usare 3 grammi e poco più di lievito. Evvai!

pizza con le patate fatta in casa.

Così, condivido la ricetta magica della mia pizza casalinga del sabato sera. Sul libro ne troverete tre, con mix di farine, immagini con la spiegazione di come deve essere la prima lievitazione e anche la spiegazione delle pieghe di rinforzo, ma se non volete comprare il libro, ho visto anche i video su Youtube di Gabriele Bonci dove fa vedere benissimo come muovere le mani.

Dunque, noi siamo in tre quindi ho dimezzato la dose e trasformato i grammi di sale e olio in un po'!

impasto pronto per la pizza!

Pizza fatta in casa

  • 1 kg di farina 0
  • 700 gr di acqua
  • 40 g di olio evo
  • 20 g di sale
  • 7 g di lievito di birra secco
La prima cosa da fare è mettere la farina in una ciotola con il lievito e impastarlo con l'acqua. Quando l'impasto è morbido aggiungere il sale, mescolare e aggiungere l'olio.
L'impasto vi sembrerà grumoso e molle, va bene così! Lasciatelo riposare coperto con la pellicola per 1 ora a temperatura ambiente.

Dopo un'ora prendete l'impasto e mettetelo su una spianatoia infarinata per fare le piegature di rinforzo. Si tratta di piegare l'impasto su se stesso senza strapazzarlo troppo, il video di Bonci di Food for dummies dice tutto!



Poi, rimettete il panetto nella ciotola e tenetela in frigo per 24 ore. 48 pare sia l'ideale, ma onestamente sono riuscita a farla solo 24 ore prima!

Dopo 24 ore l'impasto è liscio e soffice, fa delle belle bolle e si può lavorare con le mani per metterlo nella teglia.

l'impasto della pizza fatta in casa dopo 24 ore. Boooolle!

Per una bella margherita, condite con passata di pomodoro, olio e sale. Poi mettete la mozzarella a pezzi e infornate con forno caldo al massimo per 25 minuti circa.

Il mio forno è un fornaccio, arriva al massimo a 240° quindi in genere faccio fare i primi 20 minuti nella parte bassa del forno e gli ultimi 5 minuti nella parte alta con forno ventilato, così la mozzarella si crocca!

In ogni caso fate un controllo sul fondo della pizza, se è bello dorato la pizza è pronta!

Apro una parentesi sul lievito e sulla farina. Il lievito di birra fresco, che a me piace tantissimo al tatto, pare sia meno stabile del lievito secco. Ieri per la prima volta ho provato lievito secco e farina W 350. Da manuale ho usato quella giusta, ma ecco qua i miei appunti da Furio sulla questione farina:

teoria e tecnica della farina.
Infine, con la metà della dose che vi ho fornito ho sfornato:
- 1 teglia di margherita
- 1 teglia di patate
- 1 margherita tonda per il Bastardello

Detto ciò, una volta sfornata la pizza pretendete di trovare a tavola una bella birra fresca, perché dopo la prova del crunch (che supererete a pieni voti) è ora di brindare!

A presto,
Fra'

martedì 19 settembre 2017

[LunchBox] Penne tonno, pomodori secchi e formaggio


Come promesso torno in cucina, o almeno ci provo!

Ieri sera ero pronta a prepararmi l'ennesimo panino a base di pane bauletto, affettato in busta e insalata ma lo sguardo fulmineo di Marito mi ha fatto capire che in effetti a farmi un piatto di pasta non ci avrei messo molto.

Così, acqua salata e butto la pasta. Alla fine ne è uscita una signora LunchBox da condividere e che sia un ritorno di buon auspicio nel blog.

Penne tonno, pomodori secchi e formaggio




ingredienti per 3 schiscette abbondanti... diciamo:

  • 250 g di pasta corta,
  • 1 barattolo di pomodori secchi sott'olio,
  • mezza caciotta, io ho usato la caciotta senza lattosio perché sono intollerante,
  • 1 scatoletta di tonno all'olio,
  • prezzemolo,
  • olio evo
  • sale.
Dunque, partiamo da qui: sono intollerante al lattosio, mi fa male l'aglio e digerisco poco la cipolla. Quindi la ricetta ideale vorrebbe uno spicchio di aglio fresco a dare un taglio più pungente alla pasta ma io ci rinuncio volentieri.

Mentre la pasta cuoce mettete in una ciotola il formaggio tagliato a cubetti, i pomodori sgocciolati e tagliati a filetti e il tonno sgocciolato. Quando la pasta è pronta, a me piace un po' al dente scolatela e versatela direttamente nella ciotola del condimento. Aggiungete olio evo e prezzemolo, mescolate ed è pronta.



Ora, da queste parti gli chef non capitano grazie al cielo, probabilmente rabbrividirebbero per questa ricetta, ma che vi devo dire, il pranzo del martedì me lo ha risolto alla grande!

Buon appetito! :-)
Fra'

giovedì 23 marzo 2017

Bossolà, il ciambellone alla Bastardella


Ciambellone soffice con fecola di patate.

Avete presente quando strappi una ricetta da una rivista e sei consapevole che tanto non la farai mai? Probabilmente è andata così quando ho trovato questa ricetta. Ma siamo stati un mese chiusi in casa e la cucina è stato un piccolo conforto. Così ecco la ricetta della Bossolà, leggermente rivista perchè una volta mi mancava una cosa e un'altra volta non mi veniva un'altra. Alla fine ho collaudato la modifica, non me ne vogliano i puristi di questo dolce natalizio tipico della Lombardia, di Brescia nello specifico.

Per correttezza devo dargli un altro nome... lo chiamerà il "Ciambellone bomba di Bastardella" perchè è veramente tanto! :-D

Ciambellone Bomba

  • 300 g farina 00
  • 250 g fecola di patate
  • 250 g zucchero
  • 200 g burro
  • 4 uova
  • 1 bicchiere colmo di latte
  • 1 lievito vanigliato
  • vanillina
  • un pizzico di sale

Nella ricetta originale ci sono anche le scorze del limone e dell'arancia, ma io non ce le ho messe, quindi fate voi.
Comunque, il procedimento è molto semplice: setacciate la farina con il lievito, aggiungere la fecola di patate, lo zucchero, la vanillina, il pizzico di sale e in caso le scorze di agrumi. Sciogliere il burro e versarlo una volta intiepidito, aggiungere i tuorli e mescolare il tutto. A questo punto io ho aggiunto il latte perchè l'impasto era troppo duro. Montare gli albumi a neve e incorporare lentamente, mescolando dal basso verso l'alto fino a quando l'impasto non sarà bello omogeneo.
A questo punto infornate in forno già caldo a 175° per 40 -50 minuti.

Alla fine, vi uscirà un ciambellone molto morbido e soffice, super profumato ma anche una bomba calorica non indifferente. Una fetta vi basterà se non siete super golosi! 

Comunque poi mi dovete dire come è possibile che ricevo gli unici commenti su una ciambella fotografata malissimo! Siete dei Bastardelli pure voi he!

Il super Ciambellone Bomba! <3


La merenda è servita! :-P

giovedì 5 gennaio 2017

La Befana è Bastardella


come si presenta ogni 5 gennaio il tavolo della mia cucina.

 Oggi è 5 gennaio, questa sarà una lunga notte per me. Avrei molte cose da raccontarvi su queste feste di Natale, tipo il pranzo in piedi del 26 dicembre a base di waffle di patate, pancake ai piselli, hummus, salsa allo yogurt, babbà al salmone, torta rustica provenzale... oppure il pranzo del primo dell'anno, quando mi sono lanciata in un raffinatissimo quanto ciccione, soufflè al formaggio. Niente, mi è andata sempre bene fino ad oggi.

Ma io oggi non vi voglio parlare di tutto questo, voglio parlavi di una delle tradizioni più importanti dell'anno a casa Bastardella: la celebrazione della Befana.

Se Babbo Natale arriva ed esaudisce i tuoi desideri espressi, la Befana fa qualcosa che nessun altro sa fare. Lei è magia allo stato puro. Questa vecchietta pasticciona è in grado di donarti giochi e libri che non sapevi di desiderare, ma che quando li scopri non lascerai mai più per tutta la vita.

La piccola Bastardella è stata abituata bene, c'è da dirlo. La Befana lasciava calze colme, giochi già montati pronti all'uso, lettere scritte con il carbone e qualche caramella lungo la strada del ritorno. Oggi per me, Bastardella in cucina ma anche nella vita di tutti i giorni, la Befana deve mantenere quel patto anche il mio Bastardello. Così, la magia continua di anno in anno.

Oggi niente ricette, non vi servono. Oggi M A G I A.
Vi racconto la storia della mia Befana, con le foto e con i racconti che ogni anno diventano sempre più ricchi di pasticci, imprevisti e dimenticanze. Del resto, si sa, la Befana è una nonnina sbadata. Fa tanto per tutti, ma qualcosa le sfugge, è la sua bellezza.

Il giorno della befana abbiamo annunciato alle nostre famiglie che ci saremmo sposati. Dentro ogni calza, oltre ai dolci della tradizione c'era il biglietto con il ruolo che ognuno avrebbe avuto il giorno del nostro matrimonio "Complimenti, sei la mamma della sposa". Tutto il racconto lo trovate sul blog Davi&Fra Wedding, una piccola testimonianza qui sotto...

le calzette per la nostra famiglia.
Ma il vero spasso è iniziato con l'arrivo del Bastardello. Con lui abbiamo iniziato a creare una nostra tradizione. Così, la sua prima Befana ha visto nascere la super Calza di Samù, grande quanto lui e capace di contenere dolci fatti in casa, immancabili doni della tradizione, deliziose schifezze malsane, libri e giochi ma soprattutto il segno di ogni anno che passa, cucito sul mega pedalino.

La Befana 2016. 3 anni: la S il primo anno, Il camion il secondo anno e l'ambulanza il terzo.
La Befana è così. Tu vai a dormire e le lasci qualcosa per scaldarsi un pò prima di ripartire: un bicchiere di latte, la caffettiera pronta, un paio di biscotti e un mandarino. Lei arriva mentre tu dormi e succede che in casa tutto cambia. Giochi montati, libri pronti da leggere, calze stracolme di leccornie e tutto caos in giro. Perchè lei va di fretta, deve correre dagli altri bimbi e non ha tempo di sistemare e incartare tutto, lei deve andare e lasciarci sognare per un anno intero, fino al suo ritorno.


Uno spuntino per la Befana...

ha gradito!
La befana 2015.

La Befana 2013. La prima Befana di Samuele <3

Detto ciò, una cosa devo dirla. Una cosa davvero importate e cioè: cosa non deve mancare nella calza della Befana perfetta di Bastardella:

  • Biscotti fatti in casa
  • Caramelle gelatine ricoperte di zucchero
  • Carbone dolce, ma anche vero
  • Monetine di cioccolata (fanno schifo, andranno buttate, lo sappiamo tutti... ma ci devono stare!)
  • Liquirizie rotelle, ma sarebbe meglio trovare il bastoncino di liquirizia da mordicchiare e succhiare
  • Mandarini, noci e mandorle
  • stecco di zucchero 
  • lecca - lecca
  • i dolci preferiti del proprietario della calza. Bastardello ad esempio adora i chupa... lo so, sono malsani, ma la Befana quello deve fare.
  • Regali che non sa di desiderare. Questo è difficile ma si trova. Un esempio? Un pezzo della ferrovia di legno, una lavagnetta magnetica, uno yo-yo, delle macchinine di legno, una bambola fatta artigianalmente con vestiti riciclati, dei gessi colorati, un peluche o una palla. Tutto rigorosamente tradizionale, niente di telecomandato. La Befana è vecchia e porta giochi che si fanno giocare!
Infine un dettaglio per me importantissimo, qualcosa che renda la calza preziosa. Le calze vanno riempite, non comprate pronte. Le calze pronte sono cose da nonni e da zii, cose che vengono regalate per la Befana. Ma lei, la Befana deve rimanere magica, deve portare cose che nessuno si aspetta, altrimenti la magina finisce sulla bilancia del supermercato.
Allora rendiamo la calza speciale, ogni anno più ricca. Alimentiamo la magia, non ci vuole molto! Non vuoi cucire? Compra una spilla, un fiocchetto, qualcosa che ogni anno dica "hei, quest'anno ci sono anche io, cosa ci sarà il prossimo?"

Questo è per me la Befana!
A domani! :-)

martedì 18 ottobre 2016

Gnocchi fatti in casa. Buona la seconda

I miei gnocchi fatti in casa.

In queste settimane mi sto dando alla pazza gioia in cucina. L'arrivo dell'autunno mi fa tornare la voglia di mettermi in cucina a sperimentare e così, ho deciso di riprovare a fare gli gnocchi.

Qui non ho tradizioni romantiche da raccontare, anzi. Mai viste le mie nonne fare gnocchi e mia madre li ha sempre detestati! Questa faccenda dell'imprevedibilità non le è mai piaciuta, così questi gnocchi sono entrati nel mito delle ricette proibite, quelle che solo mani esperte possono fare, a noi il piacere di assaggiarli e giudicare.

He no! Io li voglio fare e me li voglio mangiare! Così ci ho provato una volta, seguendo i consigli di chi li fa ad occhi chiusi, dosando con le mani e con gli occhi la farina... la bilancia, roba da dilettanti. Risultato? Un gran fallimento e ne ho parlato nel post Perchè mi sono venuti male gli gnocchi?!

Per un po' mi sono leccata le ferite dell'umiliazione e non ci ho più pensato. Ho sperimentato con poco slancio gli gnocchi alla zucca, non ci speravo e infatti non li ho nemmeno documentati e loro sì, che mi hanno dato soddisfazione!

Cosa è cambiato? Facile, mi sono studiata un libretto di Sale&Pepe dedicato solo agli gnocchi e ho seguito alla lettera i consigli pratici e le dosi, soprattutto.

Poi è successo che ho fatto la pasta all'uovo di mia nonna, mi è venuta bene e mi sono un po' gasata, possiamo dircelo? Mi sono detta che se l'onda di sfiga mi perseguita sul lavoro, forse è meglio godersi i piccoli piaceri della vita e buttarsi in cucina. Così, tac, ecco che la scorsa domenica mi sono messa all'opera, fiduciosa come non mai e ricca di un bagaglio di consigli e suggerimenti piovuti dal web. Forte del mio libretto sugli gnocchi, mi sono anche affidata ad un fantastico elenco di errori da non commettere quando si fanno gli gnocchi pubblicato da La Cucina Italiana.

Gnocchi al ragù con parmigiano... tanto parmigiano!

Alla fine, gnocchi al ragù belli e buoni. Ammetto anche una cosa che farà rabbrividire ogni pseudo chef o chef che cadrà per caso a leggere questo post. Ebbene, ho dato retta a qualche scaramanzia di mia madre, tipo aprire tutte le finestre per fare corrente mentre si impastano gli gnocchi e mettere un cucchiaio di olio nell'acqua per non far attaccare gli gnocchi.

Onestamente non lo voglio nemmeno sapere se ha un fondamento scientifico o no, ha funzionato e quando ci riproverò, ripeterò tutto: dosi e tecniche degli esperti e scaramanzia di mia mamma! :-D


la prima foto ai miei gnocchi, post assaggio! :-D
Gnocchi a pranzo per noi!
Le foto sono tutte di Marito Bastardello vero, che appena ha saputo dell'impresa era già pronto ad ordinarsi una pizza sotto casa. La prima foto è stata scattata rigorosamente dopo la prima scolata di gnocchi e l'assaggio. Se andava male anche questa volta, il silenzio stampa d'obbligo!

E via con gli gnocchi!
Fra'

giovedì 13 ottobre 2016

Le fettuccine di nonna Matilde

le fettuccine fatte in casa.

In cucina mi piace sperimentare, ma a tavola no!
Mi spiego meglio. Adoro cucinare di tutto, mettermi alla prova con ricette e ingredienti insoliti, combinare sapori e profumi ma poi quando mi metto a tavola, i sapori che mi attivano le papille gustative sono sempre loro, quelli della tradizione mediterranea, i profumi di casa mia.

Così, quell'odore di legno e farina, cotone pulito e uova mi riporta alle domeniche a casa di mia nonna Matilde, quando fuori il tempo era grigio, il camino acceso e l'acqua a bollire.
Lei, piccola e compatta nel suo grembiule fissato con le spille da balia, preparava delle fettuccine meravigliose. Preparava l'impasto la mattina presto. Sistemava la tavola di legno sul tavolo pulito e libero e poggiava il suo mattarello stretto e lungo sul tavolo, aspettare il momento giusto.

pasta sottile e mattarello cicciotto.

Tutti i passaggi, lo ammetto, non me li ricordo. La faccenda era abbastanza lunga. Mi interessavano due fasi: il momento delle uova nella buchetta e il taglio delle fettuccine. Tutto il resto è un vago ricordo di passaggio, quando correvo da una stanza all'altra o uscivo e rientravo da casa per giocare a "la Regina del Vento". Non mi perdevo però i momenti cruciali, quando le sue mani esperte sistemavano la farina a montagnola e poi formavano una buchetta al centro. Una ad una cadevano al centro della buchetta quattro o cinque uova, un pizzico di sale e poi, prima con la forchetta e poi con le dita, si battevano le uova e piano piano si rompevano gli argini della farina per amalgamare il tutto.
Un bicchiere di acqua sempre vicino, utile per rendere morbido l'impasto e poi tutta la forza la tecnica della tradizione per impastare a dovere la pasta.

Bastardello a lavoro con la farina.

Più la lavori, meglio viene. La pasta all'uovo vuole essere maneggiata e ci vuole un bel po' di forza, perchè non è un impasto morbido. Così, gambe ben ferme a terra e gomiti alti, tutto il lavoro è per le braccia che devono danzare avanti e indietro, con movimenti sicuri, avvolgere e rimboccare, girare e arrotolare l'impasto, fino a quando la superficie non sarà liscia e setosa. Ci vuole un po', ma quella sensazione al tatto è inconfondibile, una carezza e capisci subito che è pronta per essere incisa e per riposare.
l'impasto mentre lo stavamo lavorando
Bastardello in fase di impasto.

Manine esperte <3

A questo punto per me il buio. Quanto deve riposare? A cosa serve quell'incisione? Ma la faccio anche alla pasta della pizza, è giusto? Insomma, la mente si affolla di dubbi, ma fa niente, vado avanti. Ho deciso che riposerà mezzora. Chissà nonna quanto la faceva riposare, io ero in giardino a rincorrere le galline!

Ora l'obiettivo è uno solo, stendere la pasta e renderla omogenea e il più possibile sottile, poi lasciarla riposare e seccare con tutte le finestre aperte. Ho vivo nella testa il ricordo dell'enorme disco di pasta sulla spalliera del divano ad asciugare, disteso sulla tovaglia pulita (così intanto si apparecchiava!).

Il mio mattarello non è come quello di mia nonna, e nemmeno le mie braccia! Ci ho messo parecchio per riuscire a stendere la pasta ma ce l'ho messa tutta per renderla sottile e omogenea. Una volta raggiunto lo spessore desiderato il passaggio era "aprire tutte le finestre, mettere la pasta sulla tovaglia, lasciarla asciugare, fare sul sugo e infine tagliare le fettuccine".
Il mio discone di pasta a riposo.

Il momento dell'asciugatura per me è stato un pò turbolento. Il Bastardello era sicuro che quel grande disco giallognolo fosse ideale per farci passare sopra le jeep! Con quelle ruote dentate, avrebbero lasciato dei fantastici segni, roba da far vedere subito a papà! Quindi il livello di guardia era altissimo... anche se ammetto che avrei giocato volentieri con lui a fare impronte di jeep sulla pasta.

Arrivata all'ora di pranzo, come diceva l'altra mia nonna (Tommasina) "cotta o cruda er foco l'ha veduta", era tempo di tagliare le fettuccine e farle arrivare nel piatto. Qui, in questa fase, me la ricordo bene mia nonna. Prendeva il disco di pasta, lo accarezzava con le sue mani ruvide per sentire se si era asciugata quanto voleva lei, poi con aria sicura e soddisfatta iniziava ad arrotolarla su se stessa fino a creare un lungo salsicciotto piatto. Una volta sistemato al bordo della tavola di legno, prendeva il suo coltello e posizionava le dita per misurare lo spessore della fettuccina e di lì a poco partiva con tagli sicuri a raffica.
Il taglio delle fettuccine

Fettuccine al taglio.

Ogni quattro o cinque tagli si fermava, distribuiva farina di semola sulla tavola e srotolava le fettuccine per poi sistemarle in modo da creare dei piccoli cestini arrotolati. Era bellissimo. Il tavolo diventava una distesa di riccioli e lei diventava ad ogni taglio più fiera del suo lavoro. Nel frattempo l'acqua bolliva da un pezzo e io approfittavo per rubare fettuccine crude, avendo particolare cura nel prendere quelle che in fondo non erano state srotolate, così sotto i denti restavano spesse e consistenti.

Acqua salata, e fettuccine a bollire per due o tre minuti al massimo, scolate e condite con sugo di spuntature o sughetto al basilico e parmigiano ed era pura felicità.

Le mie fettuccine.

Oggi niente ricetta, ma un racconto. In fondo, domenica scorsa, quando mi sono messa a fare le fettuccine con Samuele, questo avevo nella testa: nonna Matilde in cucina, io bambina che entro ed esco da casa e il profumo di farina, legno e sugo che pervade tutto.

Mi è piaciuto tanto coinvolgere Samuele in questa storia, nella nostra storia. Come me, lui andava e veniva, rubacchiava pasta, affondava le labbra nella farina e faceva sfrecciare jeep sulla pasta stesa. Poi ce le siamo anche mangiate, solo che a differenza di nonna Matilde, ho cercato un condimento diverso dal pomodoro, che ho sostituito con una crema di peperoni e basilico.

la farina e il Bastardello.
a presto!
Fra'