Visualizzazione post con etichetta Primi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Primi. Mostra tutti i post

martedì 19 settembre 2017

[LunchBox] Penne tonno, pomodori secchi e formaggio


Come promesso torno in cucina, o almeno ci provo!

Ieri sera ero pronta a prepararmi l'ennesimo panino a base di pane bauletto, affettato in busta e insalata ma lo sguardo fulmineo di Marito mi ha fatto capire che in effetti a farmi un piatto di pasta non ci avrei messo molto.

Così, acqua salata e butto la pasta. Alla fine ne è uscita una signora LunchBox da condividere e che sia un ritorno di buon auspicio nel blog.

Penne tonno, pomodori secchi e formaggio




ingredienti per 3 schiscette abbondanti... diciamo:

  • 250 g di pasta corta,
  • 1 barattolo di pomodori secchi sott'olio,
  • mezza caciotta, io ho usato la caciotta senza lattosio perché sono intollerante,
  • 1 scatoletta di tonno all'olio,
  • prezzemolo,
  • olio evo
  • sale.
Dunque, partiamo da qui: sono intollerante al lattosio, mi fa male l'aglio e digerisco poco la cipolla. Quindi la ricetta ideale vorrebbe uno spicchio di aglio fresco a dare un taglio più pungente alla pasta ma io ci rinuncio volentieri.

Mentre la pasta cuoce mettete in una ciotola il formaggio tagliato a cubetti, i pomodori sgocciolati e tagliati a filetti e il tonno sgocciolato. Quando la pasta è pronta, a me piace un po' al dente scolatela e versatela direttamente nella ciotola del condimento. Aggiungete olio evo e prezzemolo, mescolate ed è pronta.



Ora, da queste parti gli chef non capitano grazie al cielo, probabilmente rabbrividirebbero per questa ricetta, ma che vi devo dire, il pranzo del martedì me lo ha risolto alla grande!

Buon appetito! :-)
Fra'

martedì 18 ottobre 2016

Gnocchi fatti in casa. Buona la seconda

I miei gnocchi fatti in casa.

In queste settimane mi sto dando alla pazza gioia in cucina. L'arrivo dell'autunno mi fa tornare la voglia di mettermi in cucina a sperimentare e così, ho deciso di riprovare a fare gli gnocchi.

Qui non ho tradizioni romantiche da raccontare, anzi. Mai viste le mie nonne fare gnocchi e mia madre li ha sempre detestati! Questa faccenda dell'imprevedibilità non le è mai piaciuta, così questi gnocchi sono entrati nel mito delle ricette proibite, quelle che solo mani esperte possono fare, a noi il piacere di assaggiarli e giudicare.

He no! Io li voglio fare e me li voglio mangiare! Così ci ho provato una volta, seguendo i consigli di chi li fa ad occhi chiusi, dosando con le mani e con gli occhi la farina... la bilancia, roba da dilettanti. Risultato? Un gran fallimento e ne ho parlato nel post Perchè mi sono venuti male gli gnocchi?!

Per un po' mi sono leccata le ferite dell'umiliazione e non ci ho più pensato. Ho sperimentato con poco slancio gli gnocchi alla zucca, non ci speravo e infatti non li ho nemmeno documentati e loro sì, che mi hanno dato soddisfazione!

Cosa è cambiato? Facile, mi sono studiata un libretto di Sale&Pepe dedicato solo agli gnocchi e ho seguito alla lettera i consigli pratici e le dosi, soprattutto.

Poi è successo che ho fatto la pasta all'uovo di mia nonna, mi è venuta bene e mi sono un po' gasata, possiamo dircelo? Mi sono detta che se l'onda di sfiga mi perseguita sul lavoro, forse è meglio godersi i piccoli piaceri della vita e buttarsi in cucina. Così, tac, ecco che la scorsa domenica mi sono messa all'opera, fiduciosa come non mai e ricca di un bagaglio di consigli e suggerimenti piovuti dal web. Forte del mio libretto sugli gnocchi, mi sono anche affidata ad un fantastico elenco di errori da non commettere quando si fanno gli gnocchi pubblicato da La Cucina Italiana.

Gnocchi al ragù con parmigiano... tanto parmigiano!

Alla fine, gnocchi al ragù belli e buoni. Ammetto anche una cosa che farà rabbrividire ogni pseudo chef o chef che cadrà per caso a leggere questo post. Ebbene, ho dato retta a qualche scaramanzia di mia madre, tipo aprire tutte le finestre per fare corrente mentre si impastano gli gnocchi e mettere un cucchiaio di olio nell'acqua per non far attaccare gli gnocchi.

Onestamente non lo voglio nemmeno sapere se ha un fondamento scientifico o no, ha funzionato e quando ci riproverò, ripeterò tutto: dosi e tecniche degli esperti e scaramanzia di mia mamma! :-D


la prima foto ai miei gnocchi, post assaggio! :-D
Gnocchi a pranzo per noi!
Le foto sono tutte di Marito Bastardello vero, che appena ha saputo dell'impresa era già pronto ad ordinarsi una pizza sotto casa. La prima foto è stata scattata rigorosamente dopo la prima scolata di gnocchi e l'assaggio. Se andava male anche questa volta, il silenzio stampa d'obbligo!

E via con gli gnocchi!
Fra'

giovedì 13 ottobre 2016

Le fettuccine di nonna Matilde

le fettuccine fatte in casa.

In cucina mi piace sperimentare, ma a tavola no!
Mi spiego meglio. Adoro cucinare di tutto, mettermi alla prova con ricette e ingredienti insoliti, combinare sapori e profumi ma poi quando mi metto a tavola, i sapori che mi attivano le papille gustative sono sempre loro, quelli della tradizione mediterranea, i profumi di casa mia.

Così, quell'odore di legno e farina, cotone pulito e uova mi riporta alle domeniche a casa di mia nonna Matilde, quando fuori il tempo era grigio, il camino acceso e l'acqua a bollire.
Lei, piccola e compatta nel suo grembiule fissato con le spille da balia, preparava delle fettuccine meravigliose. Preparava l'impasto la mattina presto. Sistemava la tavola di legno sul tavolo pulito e libero e poggiava il suo mattarello stretto e lungo sul tavolo, aspettare il momento giusto.

pasta sottile e mattarello cicciotto.

Tutti i passaggi, lo ammetto, non me li ricordo. La faccenda era abbastanza lunga. Mi interessavano due fasi: il momento delle uova nella buchetta e il taglio delle fettuccine. Tutto il resto è un vago ricordo di passaggio, quando correvo da una stanza all'altra o uscivo e rientravo da casa per giocare a "la Regina del Vento". Non mi perdevo però i momenti cruciali, quando le sue mani esperte sistemavano la farina a montagnola e poi formavano una buchetta al centro. Una ad una cadevano al centro della buchetta quattro o cinque uova, un pizzico di sale e poi, prima con la forchetta e poi con le dita, si battevano le uova e piano piano si rompevano gli argini della farina per amalgamare il tutto.
Un bicchiere di acqua sempre vicino, utile per rendere morbido l'impasto e poi tutta la forza la tecnica della tradizione per impastare a dovere la pasta.

Bastardello a lavoro con la farina.

Più la lavori, meglio viene. La pasta all'uovo vuole essere maneggiata e ci vuole un bel po' di forza, perchè non è un impasto morbido. Così, gambe ben ferme a terra e gomiti alti, tutto il lavoro è per le braccia che devono danzare avanti e indietro, con movimenti sicuri, avvolgere e rimboccare, girare e arrotolare l'impasto, fino a quando la superficie non sarà liscia e setosa. Ci vuole un po', ma quella sensazione al tatto è inconfondibile, una carezza e capisci subito che è pronta per essere incisa e per riposare.
l'impasto mentre lo stavamo lavorando
Bastardello in fase di impasto.

Manine esperte <3

A questo punto per me il buio. Quanto deve riposare? A cosa serve quell'incisione? Ma la faccio anche alla pasta della pizza, è giusto? Insomma, la mente si affolla di dubbi, ma fa niente, vado avanti. Ho deciso che riposerà mezzora. Chissà nonna quanto la faceva riposare, io ero in giardino a rincorrere le galline!

Ora l'obiettivo è uno solo, stendere la pasta e renderla omogenea e il più possibile sottile, poi lasciarla riposare e seccare con tutte le finestre aperte. Ho vivo nella testa il ricordo dell'enorme disco di pasta sulla spalliera del divano ad asciugare, disteso sulla tovaglia pulita (così intanto si apparecchiava!).

Il mio mattarello non è come quello di mia nonna, e nemmeno le mie braccia! Ci ho messo parecchio per riuscire a stendere la pasta ma ce l'ho messa tutta per renderla sottile e omogenea. Una volta raggiunto lo spessore desiderato il passaggio era "aprire tutte le finestre, mettere la pasta sulla tovaglia, lasciarla asciugare, fare sul sugo e infine tagliare le fettuccine".
Il mio discone di pasta a riposo.

Il momento dell'asciugatura per me è stato un pò turbolento. Il Bastardello era sicuro che quel grande disco giallognolo fosse ideale per farci passare sopra le jeep! Con quelle ruote dentate, avrebbero lasciato dei fantastici segni, roba da far vedere subito a papà! Quindi il livello di guardia era altissimo... anche se ammetto che avrei giocato volentieri con lui a fare impronte di jeep sulla pasta.

Arrivata all'ora di pranzo, come diceva l'altra mia nonna (Tommasina) "cotta o cruda er foco l'ha veduta", era tempo di tagliare le fettuccine e farle arrivare nel piatto. Qui, in questa fase, me la ricordo bene mia nonna. Prendeva il disco di pasta, lo accarezzava con le sue mani ruvide per sentire se si era asciugata quanto voleva lei, poi con aria sicura e soddisfatta iniziava ad arrotolarla su se stessa fino a creare un lungo salsicciotto piatto. Una volta sistemato al bordo della tavola di legno, prendeva il suo coltello e posizionava le dita per misurare lo spessore della fettuccina e di lì a poco partiva con tagli sicuri a raffica.
Il taglio delle fettuccine

Fettuccine al taglio.

Ogni quattro o cinque tagli si fermava, distribuiva farina di semola sulla tavola e srotolava le fettuccine per poi sistemarle in modo da creare dei piccoli cestini arrotolati. Era bellissimo. Il tavolo diventava una distesa di riccioli e lei diventava ad ogni taglio più fiera del suo lavoro. Nel frattempo l'acqua bolliva da un pezzo e io approfittavo per rubare fettuccine crude, avendo particolare cura nel prendere quelle che in fondo non erano state srotolate, così sotto i denti restavano spesse e consistenti.

Acqua salata, e fettuccine a bollire per due o tre minuti al massimo, scolate e condite con sugo di spuntature o sughetto al basilico e parmigiano ed era pura felicità.

Le mie fettuccine.

Oggi niente ricetta, ma un racconto. In fondo, domenica scorsa, quando mi sono messa a fare le fettuccine con Samuele, questo avevo nella testa: nonna Matilde in cucina, io bambina che entro ed esco da casa e il profumo di farina, legno e sugo che pervade tutto.

Mi è piaciuto tanto coinvolgere Samuele in questa storia, nella nostra storia. Come me, lui andava e veniva, rubacchiava pasta, affondava le labbra nella farina e faceva sfrecciare jeep sulla pasta stesa. Poi ce le siamo anche mangiate, solo che a differenza di nonna Matilde, ho cercato un condimento diverso dal pomodoro, che ho sostituito con una crema di peperoni e basilico.

la farina e il Bastardello.
a presto!
Fra'


giovedì 5 febbraio 2015

[La vita è bella] Caccavelle zucca e zenzero senza glutine

Timballo di Caccavelle senza glutine alla zucca e zenzero.

La mia amica Celiaca per amore non ci crederà mai, ma quest'anno non mi sono ridotta all'ultimo minuto e mentre mio figlio guarda Masha e Orso su Vimeo, io con una mano scrivo questo post.

Prima di tutto, tanti auguri Celiaca per amore, ricordo come se fosse ieri i giorni in cui Marcella ti pensava! Poi eccomi qui con un vero esperimento culinario. Infatti ammetto di non apprezzare né la zucca né lo zenzero, ma volevo provare una ricetta originale restando in linea con la ricetta dello scorso anno: Pasta e carote senza glutine.

lunedì 24 febbraio 2014

Pasta e carote senza glutine

Pasta e carote senza glutine.
Finalmente torno a scrivere, anche se con un ritardo spaventoso sulla mia tabella di marcia.
La bastardella riparte con una ricetta per festeggiare il blog della mia amica ed ex collega Marcella, che con il suo blog, nato dopo mille pressioni mie e della nostra amica Giusy, sta ottenendo tantissime soddisfazioni, e da vera bastardella c'è da esserne orgogliosa!

Dunque, festeggiamo Celiacaperamore partecipando al suo contest di compleanno Un fusillo per capello! e gustando la pasta che ci ha regalato La Fabbrica della pasta senza glutine.

Un regalo molto gradito: la pasta senza glutine de La Fabbrica della pasta senza glutine.

La mia ricetta è molto semplice, ma come sempre di mio c'è ben poco (le padelle, ma nemmeno quelle!), infatti è una ricetta che rubo alla mia amica artista, orafa e artigiana Daniela (se volete vedere le meraviglie in oro, argento e bronzo che realizza guardate la pagina facebook Daniela Ronchetti Gioielli), pasta e carote.

'e Fusilloni giganti.

Ecco cosa vi serve per 4 persone:

Il procedimento è molto semplice: con il pelapatate ricavate tante fettine sottili di carota, rosolatele in padella con un olio e un mestolo di brodo, insaporite con noce moscata, sale e pepe. Nel frattempo lessate la pasta e scolatela un paio di minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione e saltatela in padella con le carote, prenderà un bel colore ambrato e il profumo di noce moscata sarà delizioso. Se serve aggiungete un pò di acqua di cottura e saltate la pasta. Servite ben calda.

Pronta per essere mangiata, con una bella grattata di pepe! ;-)


Slurp! 
Grazie a Marcella per aver fatto questo contest molto carino e grazie a La Fabbrica della pasta senza glutine di avermi inviato due pacchi della loro deliziosa pasta senza glutine.



sabato 16 novembre 2013

Risotto alla zucca con crostini di parmigiano

Foto creativa di mio Marito, che adora la zucca e che mi ha spinto a provare a cucinarla.

La mia stima per Simone Rugiati non è mai stata un segreto, ma non avevo mai provato una sua ricetta, oggi l'ho fatto.

Il suo favoloso risotto alla zucca viene proprio bene, sarà bravo lui a spiegare le ricette o la zucca ad essere davvero buona, non saprei dirvi.

Una cosa è certa, la zucca gialla, quella con la buccia arancione è un altro mondo rispetto alla zucca mantovana, che da oggi per me è "sua maestà la zucca!"

E' bastata una passeggiata al mercato e una sbirciatina in più al banco del contadino con il mozzicone di sigaretta fisso tra le dita, per individuarla, poi su un cartello scritto in rosso campeggiava la scritta "zucca mantovana" e non ho potuto tirarmi indietro.

Eccola qui, con la scorza verde bella e bruzzolosa e la sua polpa gialla e asciutta. La voglio provare, perchè a me la zucca con la scorza arancione non piace, troppo dolce e acquosa, mentre questa con la buccia verde è più farinosa, ricorda molto il gusto della patate, almeno a me.

La zucca mantovana.

Allora, io prima di tutto vi posto il video di Simone Rugiati, dove spiega perfettamente come fare questo risotto, poi vi scrivo la ricetta così se non vi va di vedere il video, leggete gli ingredienti e via!

Ecco il video... dove ci sono anche altre ricette con la zucca!



Risotto alla zucca

Il mio risotto alla zucca


  • riso
  • zucca mantovana
  • porro (io non ce l'avevo e ho usato la cipolla, è venuto buono lo stesso!)
  • brodo (il mio è vegetariano!)
  • burro
  • parmigiano
  • rosmarino
  • aceto balsamico di Modena
Tagliare il porro e farlo rosolare con il burro, tostare il riso e stufarlo con il brodo. Aggiungere il porro al riso e unire la zucca tagliata a cubetti, ci vorranno circa 18-20 minuti. Una volta pronto, togliere dal fuoco il risotto e mettere cubetti di burro, parmigiano (e qualche aghetto di rosmarino per profumare), poi lasciare coperto per circa 3 o 4 minuti. Nel frattempo mettete la buccia del parmigiano nel brodo per ammorbidirla e poi passarla alla piastra per tostarla e tagliarla a cubetti. Una volta messo nel piatto il riso, ponete i cubetti di parmigiano sul risotto e lasciate cadere qualche goccia di aceto balsamico di Modena sul risotto. 
Pronto!

Vabè, a me è piaciuto un sacco, mi sono ricreduta sulla zucca! Da oggi farà parte della mia cucina, e visto che ne è rimasta un bel pezzo in frigo, domani muffin alla zucca!

A presto,
Fra'

mercoledì 6 novembre 2013

Gnocchi ai fiori di zucca

Spianatoia, patate rosse, farina e schiacciapatate. Tutto pronto!
Finalmente ce l'ho fatta!
Dopo il tentativo fallimentare dei miei gnocchi fatti in casa ho aspettato un bel pò prima di riprovarci, ma complice una giornata di buon umore e le lezioni di gnocchi di suocera e mamma, mi sono fatta coraggio e ho deciso di riprovarci.

Il risultato è da vera principiante. Sono venuti buoni ma piuttosto bruttarelli, ho fatto un errore da bastardella, che ora vi racconto.

Prima di tutto la ricetta: ho usato come base la ricetta descritta nel dettaglio ne Gli speciali di Sale e Pepe dedicato agli gnocchi, poi ho applicato le astuzie di mia mamma (aprire le finestre in modo da fare corrente) e di mia suocera (attenzione alla farina, metterne fino a quando la pasta non si stacca dalle dita e poi stop!).

Ecco la ricetta:

Gnocchi fiori di zucca e pancetta.


Gnocchi

  • 1 kg di patate rosse
  • 200 g di farina
  • 1 uovo
  • noce moscata
Lessare le patate con la buccia, spelatele e passarle ancora calde nel passaverdure su una spianatoia, formando una piccola montagnola. Aprire al centro e mettere l'uovo intero e la noce moscata, piano piano aggiungere a pioggia la farina e lavorare fino a quando l'impasto sarà compatto e si staccherà dalle dita facilmente. 
A quel punto il gioco è fatto, non resta che tagliare gli gnocchi.

Cos'altro ho imparato da mamma e suocera?

  1. quando l'acqua bolle, prima di lessare gli gnocchi, mettere un cucchiaio di olio nell'acqua, aiuterà a non farli attaccare fra loro,
  2. Prima di buttare gli gnocchi in acqua, setacciate gli gnocchi per rimuovere la farina in eccesso. Usate lo scolapasta, così gli gnocchi non si rovineranno nella forma, come è successo a me!
  3. Aspettare che gli gnocchi vengano a galla prima di scolarli.
Non mi viene in mente altro! La questione delle patate vecchie non l'ho ancora molto chiara, diciamo che le patate rosse che ho comprato al mercato mi sono sembrate ottime questa volta.

Adesso ho un nuovo obiettivo, gli gnocchi oltre che buoni anche belli. Ce la posso fare! 
alla prossima,
Fra'

domenica 3 novembre 2013

Pasta zucca e ricotta. Benvenuto autunno!


Quando la pediatra mi ha detto di inserire la zucca nel brodo vegetale di Samuele ho pensato "ok, è arrivato il momento anche per me di mettere le mani in pasta di zucca!". Così dopo qualche prova fallimentare ho iniziato a studiare le ricette già fatte da altri e mi sono buttata, visto che in casa mia la zucca non è mai entrata se non per essere svuotata e intagliata in occasione di Halloween.

Bene, cara zucca a noi due! Ho iniziato con la vellutata di zucca, che a mio gusto è troppo dolciastra, ma visto che Marito ha gradito, ormai è entrata di diritto nel menù di famiglia. In più, altro dettaglio non trascurabile, la zucca è davvero economica e risolvere una cena con una spesa minima fa sempre comodo.

Oggi però, per il pranzo della domenica ho preso ispirazione dalla ricetta pubblicata sulla rivista Io e il mio bambino, diventata guru di saggezza per la versione Frà - neo mamma, e con qualche piccola variante ho portato in tavola una pasta gustosa e appetitosa.

Pasta zucca e ricotta
  • 300 g di penne rigate integrali
  • 200 g di zucca
  • cipolla
  • 80 g di ricotta di pecora
  • brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • cannella
  • sale e pepe
Lavare e tagliare a quadretti la zucca, far rosolare la cipolla con l'olio in padella e mettere la zucca a cuocere aggiungendo man mano il brodo vegetale. Salare e profumare con la cannella (a piacere, in base al proprio gusto). Una volta cotta la zucca mettere il tutto nel mixer e frullare, in modo da far venire una crema. Nel frattempo lessare la pasta e scolarla al dente, unire la crema e la ricotta. Mescolare il tutto e servire con una bella manciata di pepe.
Buona! :-)

Visto che sto imparando adesso a cucinare la zucca, vi consiglio un paio di video che mi sono piaciuti parecchio proprio a proposito di zucca.




Sarà che a me Simone Rugiati mi sta proprio simpatico, ma le sue ricette con la zucca mi piacciono proprio!

Ok, al momento è tutto, alla prossima ricetta... senza far danni, spero! :-)
Fra'

giovedì 12 settembre 2013

Spaghetti al limone e feta

Spaghetti feta e limone.

Bastardella è tornata dalle vacanze in Umbria! Ebbene, ero certa di portarmi a casa un bottino di ricette tipiche da provare e condividere e invece mi sono ritrovata solo con qualche kg di troppo, come se non ne avessi già abbastanza. Ma giuro che la prossima volta che vado a Preci, torno con qualche ricetta interessante al tartufo, che quest'anno non mi andava di mangiare nemmeno al ristorante. Mha, saranno gli ormoni della maternità!

Buoni propositi per queste settimane: rimettermi in pari e pubblicare tutte le ricette che ho in sospeso, quelle provate da me come quelle della Bastardella in Calabria che la prossima volta si sposterà a Modena per amore... eh... l'amour! 

Dunque, inizio a mettermi in pari con una ricetta che mi ha passato la mia amica CipoFra e che viene direttamente dalle ricette di Benedetta Parodi. Io ci ho provato quando ero incinta di Samuele e il risultato non è stato affatto male. Una ricetta fresca, ma attenzione perchè nasconde qualche insidia!

Ovviamente come sempre, non ho fatto tutto quello che dice la ricetta, quindi vi propongo la mia versione... un pò semplificata! 

Ah, non voglio dimenticarmi di citare la provenienza dei limoni, direttamente dall'albero di Anna, che nel suo giardino ospita oltre a una fantastica gabbietta per uccelli vintage (senza uccelli!) anche un albero di limone. Grazie Anna! :-)

Spaghetti al limone e feta


Aggiungi didascalia

  • Spaghetti Vermicelli
  • Feta greca
  • limone
  • Basilico
  • pinoli
  • Olio e sale
Lessare la pasta e scolarla tenendo un pò di acqua di cottura, in modo da usarla insieme all'olio per condire e rendere la pasta bella umida. Condire con la feta tagliata a cubetti, il succo di limone e la scorza grattugiata. Unire i pinoli, tostarli a piacimento (io non li ho tostati ed erano buonissimi lo stesso!), e infine aggiungere il basilico.

Sopra facevo riferimento all'insidia di questo piatto, che per me è stato il limone. Infatti per il mio gusto un limone intero spremuto più la buccia grattata è davvero troppo. Prossima volta direi mezzo limone una grattatina di scorza tanto per gradire. Comunque sono da provare, buoni e freschi, per queste ultime giornate d'estate prima dell'arrivo dell'autunno!

A presto,
Fra'



domenica 17 febbraio 2013

Zuppa di legumi e cuori di pizza

Zuppa di legumi e cuori di pizza.

Siamo ancora a febbraio, giusto? faccio in tempo a raccontarvi la cena di San Valentino! Non aspettatevi ostriche e aragoste, non sono capace! Piuttosto, mi sono cimentata in due ricettine facili facili che fanno sempre una gran figura a casa mia: La zuppa di legumi con i cuori di pizza.

La zuppa di legumi è una di quelle che trovate al supermercato, nello scaffale dei prodotti biologici. Un mix di legumi e cereali che con il giusto condimento diventa un vero paradiso per il palato, almeno per il mio!
In questa zuppa, c'erano diversi legumi (fagioli, lenticchie di diversi colori e ceci) e l'orzo. Ho sperimentato un pò e devo dire che il risultato è stato ottimo. Gli ingredienti che vi propongo sono per 4 persone, io la metà l'ho surgelata! :-)

zuppa di legumi e orzo e pizza bianca a forma di cuore.


Zuppa di legumi

zuppa di legumi.


  • zuppa di legumi e orzo secco (in busta nello scaffale dei prodotti biologici)
  • mezza cipolla
  • 2 cucchiai di pomodoro concentrato
  • 400 g di pancetta affumicata
  • olio, sale e maggiorana
Per fare questa zuppa mi è venuta in aiuto un'amica ormai indispensabile, la pentola a pressione! Prima di tutto ho tenuto a mollo la zuppa in una ciotola con acqua fresca, per circa 6 ore. Poi ho fatto un soffritto con la cipolla, ho aggiunto la pancetta affumicata, sale, pepe e maggiorata e lasciato svaporare con un bicchiere d'acqua. Ho aggiunto i legumi e l'acqua per la cottura (circa 4 bicchieri d'acqua, ma regolatevi voi in base al vostro gusto, a me piace cremosa) e prima di chiudere la pentola a pressione ho aggiunto il pomodoro concentrato. Chiusa la pentola a pressione, in una mezzoretta tra attesa e fischio, la zuppa è pronta! Per i più viziosi come me, un filo di olio extravergine d'oliva a crudo e tutti a tavola.

Per rendere ancora più stuzzicante la zuppa di solito faccio dei crostini di pane, ma questa volta ho voluto esagerare e ho fatto dei cuori di pizza. ecco la ricetta, che vale anche per qualsiasi pasta di pizza!

Cuori di pizza

Cuori di pizza.

  • 500 g di farina
  • 4 cucchiai di olio
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • una presa di sale
  • una bustina di lievito mastro fornaio (oppure un panetto di lievito fresco da 25 g)
  • acqua calda
Ecco come faccio la pasta di pizza. Metto nella ciotola di Kit la farina, il lievito e il sale, aggiungo l'olio e inizio a girare e piano piano verso l'acqua. Quando l'impasto ha la consistenza compatta e poco collosa, lo tolgo e lo metto su un piano infarinato. Lo maneggio quanto basta per fare una palla compatta e lo metto in una ciotola. Incido sopra una croce e copro con un panno pulito. Lascio riposare per almeno mezzora (con Mastro Fornaio, mentre con il lievito fresco ci vorranno minimo quattro ore) in un posto caldo, sul termosifone lievita velocissimamente. Una volta lievitato con l'aiuto della formina da biscotti, una volta stesa la pasta ritaglio tutti cuori di pizza, bucherello con la forchetta, sale e rosmarino e in forno. Se volete fare i viziosi a fine cottura aggiungete un filo d'olio a crudo, è una meraviglia. Il forno super caldo, io lo metto al massimo per la pizza, in una 15cina di minuti sono cotti i cuori.

Pizza bianca al rosmarino a forma di cuore.

Ecco, questa è stata la mia cena romanica di San Valentino! Non male, ve l'assicuro! :-P

mercoledì 23 gennaio 2013

Pasta e broccoli alla Giordy

Pasta e Broccoli

La nuova casa oltre a qualche metro quadro in più mi ha regalato anche una presenza adorabile per il mio carattere: il mercato. Sono una tipa da mercato, mi piace guardare, spulciare e sbracciare per accaparrarmi la busta. Adoro caricare le buste di verdure e frutta senza pensare al peso, adoro provare le differenze dei minestroni a seconda delle verdure che ogni banco sceglie di mettere. Insomma, io e il mercato ci intendiamo alla perfezione.

Così, oltre a mettermi una voglia estrema di provare ogni verdura di ogni colore possibile, solo per il gusto di vederla nella mia cucina, mi regala la possibilità di cucinare sempre con verdura e frutta fresca.

Oggi è stata la volta del broccolo romano. A parte il fatto che lo adoro anche semplicemente lessato con un filo d’olio e una strizzata di limone, l’apoteosi del gusto per me è Pasta e Broccoli, come la fa mia mamma, Giordy appunto.

Pasta e Broccoli


Ho approfittato di mio papà a pranzo per scatenarmi con il broccolo, infatti mio marito non apprezza molto il “profumo” così in questo periodo da disoccupata della mia vita, il broccolo me lo regalo a pranzo, quando lui non c’è.

Se volete provarla, ecco qui la ricetta della pasta e broccoli della mia mamma!

Pasta e Broccoli alla Giordy

  • 1 broccolo romano
  • Mezze penne rigate (ma il top sarebbero le ruote Barilla)
  • Olio, aglio, peperoncino (o pepe nero, per me che non posso mangiare piccante in questo periodo, il pepe nero è stato un ottimo sostituto)
  • Parmigiano grattugiato


Prima di tutto ho ripulito e tagliato il broccolo, l’ho lessato in acqua salata e scolato. Ho tenuto l’acqua di cottura del broccolo da parte. Nel frattempo ho ripassato i broccoli in olio e aglio (l’ideale sarebbe soffriggerli anche con il peperoncino, ma io non l’ho potuto fare!).

Una volta ripassati i broccoli ho fatto bollire la pasta nell’acqua di cottura dei broccoli. Una volta cotta ho ripassato in padella le penne con i broccoli e ho aggiunto (abbondante) parmigiano grattugiato. Infine ho spolverato con una bella grattata di pepe nero. Buoni! Mi sono piaciuti!

mercoledì 24 ottobre 2012

Paccheri tonno pachino e basilico


I miei Paccheri al tonno e pachino.

Il pranzo della domenica, il più importante della settimana perché finalmente ho il tempo per pensare a cosa cucinare, e la pasta è la mia alleata preferita in questa missione.

Non sono una cuoca creativa, devo ammetterlo, mi affido alle ricette in modo minuzioso ma questa domenica è stata diversa, ho voluto osare, o meglio osare per i miei standard! Del resto, da qualche parte si deve pur iniziare, no!?

Fonte di ispirazione preziosa: il supermercato, banco frigo, pasta fresca. Benvenuti Paccheri! Che belli che siete, con quella forma un po' schiacciata, vorrei riempirvi di qualsiasi cosa, ma no, non posso. Perché se è vero che il supermercato mi ispira è anche vero che il conto alla cassa non lo pago io questa volta e devo essere attenta, siamo quasi a fine mese.

Paccheri in visione aerea

Quindi, Paccheri ok, che ci metto vicino? Tonno che ho in dispensa, pachino freschi e basilico. Andata.
Ecco la ricetta:

Paccheri al tonno

  • 500 g di Paccheri freschi
  • 300 g di pomodori pachino
  • 400 g di tonno
  • basilico fresco
  • olio, sale, pepe e cipolla
  • concentrato di pomodoro
Ho fatto dorare la cipolla con l'olio e ho versato i pachino tagliati a metà. Ho lasciato cuocere un po' fino a quando si sono appassiti. Ho aggiunto il tonno e un cucchiaino di concentrato di pomodoro per rendere tutto più amalgamato. Sale, pepe e basilico.

Ho lessato i Paccheri e li ho scolati al dente, poi li ho saltati in padella con il tonno e i pachino. 
Che buoni, me li rifaccio presto! :-)

Paccheri tonno e pachino.
P.s. Per dovere di cronaca, le foto non le ho fatte io, si vede il tocco dell'esperto! Bravo Marito Overlookdavid

sabato 6 ottobre 2012

Gnocchi di patate: perchè sono venuti male?

i miei gnocchi. A me sembravano perfetti!

 Eccomi qua, passata l'estate mi sono cimentata in una prova che non ho superato, gli gnocchi di patate. Ho seguito tutti i consigli e le ricette, ma niente, una volta buttati nell'acqua si sono come sciolti. Quindi, visto che sono una Bastardella e ho tutto da imparare mi rivolgo a chi ne sa più di me e aspetto i vostri consigli. Dove ho sbagliato? Cosa dovevo fare?

Andiamo con ordine, ecco la mia ricetta:

Gnocchi di patate

  • 1 kg di patate rosse
  • farina 00
  • 1 uovo
  • sale
Ho lessato le patate con la buccia in acqua salata, una volta lesse le ho spellate e con lo schiaccia patate le ho ridotte in purea. Una volta fatta la fontanella ho messo al centro un pizzico di sale e l'uovo, poi ho aggiunto tanta farina quanta la patate ne prendevano, e soprattutto fino al momento in cui l'impasto non si è più attaccato alle dita.
L'impasto risultava compatto, e non attaccava più sulle dita, come diceva lo Speciale di Sale e Pepe... 

I miei momenti di gloria... per un attimo c'ho creduto! :-(

A questo punto ho preso delle parti di impasto e ho tagliato gli gnocchi. Sembravano perfetti!
Appena l'acqua è andata in ebollizione ho buttato giù parte degli gnocchi... e lì è iniziato il disastro!
Ho aspettato che venissero a galla, ma una volta scolati erano gnocchi molli.

Così ho dovuto buttare tutto. Adesso, chi di voi può aiutarmi a capire dove ho sbagliato? Patate sbagliate? Dovevo mettere più farina? C'è un sistema diverso per la cottura?

Aspetto consigli, perchè ci sono rimasta proprio male oggi! Mi andava proprio di mangiare gli gnocchi, avevo preparato un condimento buonissimo a base di zucchine e fiori di zucca allo zafferano... che alla fine ho mangiato con le penne integrali. Magra consolazione!

i  meravigliosi fiori di zucca comprati al mercato.

Zucchine, fiori di zucca e zafferano.
Alla fine le penne erano buone, ma ho ancora voglia di gnocchi... onestamente però buttare un kg di patate mi è dispiaciuto troppo!  :-(
Mi aiutate a capire dove ho sbagliato? Accetto consigli! :-)

Fra'