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mercoledì 1 aprile 2015

Colazione di Pasqua, una tradizione di pochi

Colazione di Pasqua a casa mia. Il Marsala nella brocca di nonna Matilde.

Paese che vai usanza che trovi, ma anche regione che vai usanza che trovi!
Alle porte di Pasqua, la mia festa preferita, voglio parlare con voi della colazione di Paqua.

A casa mia è un'istituzione, non c'è Pasqua senza colazione e non vi venga in mente di dire "ma poi non mangio a pranzo!" perchè c'è tutto il tempo di una passeggiata per prendere tempo e ricominciare a mangiare.

Non mi dilungo sull'origine di questa tradizione, perchè a dire il vero non la so. Io conosco la mia tradizione, quella di casa mia, fatta di fusione della cultura umbro-marchigiana e della cultura romana. Unica certezza è che la mattina di Pasqua ci si mette a tavola e si mangia come se non ci fosse un domani.

giovedì 28 marzo 2013

Raganelle: dolci calabresi per Pasqua

Raganelle, dolci calabresi della Bastardella in Calabria, Anita!

Quest'anno per me niente dolci di Pasqua, rompiamo la tradizione della Pasqua in Umbria per motivi di forza maggiore e per la prima volta la passerò a Roma, sarà un'esperienza nuova per me, che adoro questi giorni di festa e tutte le leccornie da preparare per la colazione e il pranzo di Pasqua. Ma devo stare buonina e aspettare, tornerò a cucinare molto presto! :-)

Per fortuna non sono sola qui sul blog, e la mia amica Anita, la mia Bastardella in Calabria è sempre super attiva e stimolata da una conterranea che l'ha scoperta su questo blog ci regala una ricettina niente male da provare per queste feste di Pasqua. La ricetta è delle Raganelle!

Lascio ad Anita la ricetta! :-)

Le Raganelle



  • 4 uova
  • 1 bicchiere scarso di olio di semi
  • 1 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale 
  • 1 scorza di limone grattugiato
  • Farina q.b.
  • Limoncello


Per il ripieno:
Uva passa, noci tritate zucchero per amalgamare, cannella e garofano.

Impasto e ripieno delle Raganelle, i dolci di Pasqua della Bastardella in Calabria.

Preparazione:
Impastare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto abbastanza solido. Utilizzare un pezzo di impasto per volta e ricavarne  una striscia smerlettata che andrete a riempire con il ripieno che avrete preparato a parte.
Chiudere la striscia creando un serpente che arrotolerete su se stesso.
Una volta data la forma alla raganella, spennellare con un uovo ed infornare a 180° per circa 30 minuti.


Assemblaggio della Raganella, il dolce della Bastardella in Calabria.

Che ne pensate?
Visto che però la mia Pasqua umbra mi manca tanto, se vi va andatevi a vedere anche il dolce di Pasqua che ho fatto lo scorso anno!

A presto e Buona Pasqua! :-)




mercoledì 11 aprile 2012

Pasqua: dolce tipico umbro con alkermes

La Ciaramicola, un dolce della tradizione umbra per Pasqua.

He lo so, Pasqua è passata, e io come ogni anno non mi sono tirata indietro davanti alle prelibatezze cucinate da mia mamma, come rinunciare a tanta bontà? Ma quest'anno, almeno per la colazione di Pasqua, ci ho messo del mio.

Ogni anno per la colazione di Pasqua ci mangiamo la pizza dolce, profumata all'anice, ne ho memoria da sempre, ricordo che quando ero piccola a mia nonna la regalava "Nestasìa" la moglie di Biribino, che la faceva bellissima e ce la portava incartata con la carta bianca. Profumava di anice e non aveva i confettini o le codette di zucchero decorative con la glassa di meringa. Insieme alla pizza dolce si mangia il salame, la corallina, le uova sode, la coratella a chi piace e la frittata di mentuccia, una prelibatezza che mia mamma ci fa assaporare solo la mattina di Pasqua.

Il tutto, reso ancora più dolce da un goccetto di marsala. La tradizione romana però si è intrufolata e nella tavola di casa nostra fanno la loro bella presenza anche la pecorella di zucchero e la cioccolata calda.

Colazione di Pasqua a casa mia.
I fiori del giardino e sullo sfondo la confezione della pecorella di zucchero.


Bhè, tornando alla pizza dolce di Pasqua all'anice,  io quella ricetta non ce l'ho, forse posso chiederla a qualche amica del posto, ma non so se me la darà, sono ricette di famiglia difficili da estorcere!
Così, appena ho trovato questa ricetta che sto per scrivere, della tradizione umbra non ho resistito e l'ho voluta provare. Non sono molto soddisfatta del risultato, ma credo che la colpa sia in gran parte mia, che non ho seguito alla lettera la ricetta un pò per stanchezza e un pò per praticità.

Andiamo con ordine. La ricetta è della Ciaramicola, una pizza di Pasqua profumata all'alkermes ricorperta di glassa di meringa e confettini colorati. Il sapore è molto buono e profumato, ma io non ho voluto usare lo strutto come da ricetta e l'ho sostituito con il burro e non ho usato la forma a ciambella richiesta. Per questo credo che ho avuto problemi con la cottura e alla fine si è un pò indurita. Nel complesso però non ne è rimasto nemmeno un  pezzettino, se la sono mangiata di gran gusto, quindi l'obiettivo è stato raggiunto.

La ricetta l'ho presa da una rivista che si chiama Torte, la rivista dei peccati di gola che devo essere onesta non mi ispirava molto, invece il risultato è stato buono e credo che riproverò a fare questa torta e le altre ricette di questo numero, il secondo! :-)

La Ciaramicola, dolce tipico umbro di Pasqua.

Vi passo la ricetta:
TORTA CIARAMICOLA

  • 450 g farina 00
  • 250 g zucchero
  • 100 g strutto (io ho messo il burro)
  • 50 g confettini colorati
  • 50 g di zucchero a velo  (io ne ho usato un pò di più!)
  • 3 uova, un albume
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 bicchierini di Alkermes (mia mamma mi ha suggerito di metterne un pò di più!)
  • un limone non trattato
  • burro per ungere
  • pizzico di sale
Ecco come ho lavorato io: ho messo farina, sale, lievito e zucchero nella planetaria con il burro ammorbidito a temperatura ambiente e l'ho avviata per amalgamare tutto, poi a parte ho sbattuto le uova intere con la buccia del limone e l'alkermes e ho unito tutto nell'impastatrice. Quando la pasta è diventata solida, ho tolto tutto dall'impastatrice e ho lavorato a mano.

Ora, secondo la ricetta avrei dovuto fare un rotolo e metterlo nella teglia per le ciambelle, ma non l'ho fatto. Per questo ci ha messo di più a cuocersi. Prossima volta seguo la ricetta.
Tenerlo in forno caldo a 180° per 30-40 minuti. Nel frattempo montare a neve l'albume con lo zucchero a velo, io devo ammettere che non mi si è montato per niente, così ho presto e rovesciato il composto sulla torta appena sfornata, ho messo qualche confetto e ho rimesso al forno, il tempo che la meringa si asciughi.

La mia è stata dentro un pò troppo, perchè ha iniziato a scurirsi un pò, ma alla fine era buona lo stesso.
Stavolta ho fatto un mezzo casino, ma il dolce è venuto buono lo stesso... devo ancora lavorare parecchio! 

Ora ai voti, da * a ***:

Tempo:*
Economia:**
Gusto:**

a presto,
Fra'