giovedì 5 gennaio 2017

La Befana è Bastardella


come si presenta ogni 5 gennaio il tavolo della mia cucina.

 Oggi è 5 gennaio, questa sarà una lunga notte per me. Avrei molte cose da raccontarvi su queste feste di Natale, tipo il pranzo in piedi del 26 dicembre a base di waffle di patate, pancake ai piselli, hummus, salsa allo yogurt, babbà al salmone, torta rustica provenzale... oppure il pranzo del primo dell'anno, quando mi sono lanciata in un raffinatissimo quanto ciccione, soufflè al formaggio. Niente, mi è andata sempre bene fino ad oggi.

Ma io oggi non vi voglio parlare di tutto questo, voglio parlavi di una delle tradizioni più importanti dell'anno a casa Bastardella: la celebrazione della Befana.

Se Babbo Natale arriva ed esaudisce i tuoi desideri espressi, la Befana fa qualcosa che nessun altro sa fare. Lei è magia allo stato puro. Questa vecchietta pasticciona è in grado di donarti giochi e libri che non sapevi di desiderare, ma che quando li scopri non lascerai mai più per tutta la vita.

La piccola Bastardella è stata abituata bene, c'è da dirlo. La Befana lasciava calze colme, giochi già montati pronti all'uso, lettere scritte con il carbone e qualche caramella lungo la strada del ritorno. Oggi per me, Bastardella in cucina ma anche nella vita di tutti i giorni, la Befana deve mantenere quel patto anche il mio Bastardello. Così, la magia continua di anno in anno.

Oggi niente ricette, non vi servono. Oggi M A G I A.
Vi racconto la storia della mia Befana, con le foto e con i racconti che ogni anno diventano sempre più ricchi di pasticci, imprevisti e dimenticanze. Del resto, si sa, la Befana è una nonnina sbadata. Fa tanto per tutti, ma qualcosa le sfugge, è la sua bellezza.

Il giorno della befana abbiamo annunciato alle nostre famiglie che ci saremmo sposati. Dentro ogni calza, oltre ai dolci della tradizione c'era il biglietto con il ruolo che ognuno avrebbe avuto il giorno del nostro matrimonio "Complimenti, sei la mamma della sposa". Tutto il racconto lo trovate sul blog Davi&Fra Wedding, una piccola testimonianza qui sotto...

le calzette per la nostra famiglia.
Ma il vero spasso è iniziato con l'arrivo del Bastardello. Con lui abbiamo iniziato a creare una nostra tradizione. Così, la sua prima Befana ha visto nascere la super Calza di Samù, grande quanto lui e capace di contenere dolci fatti in casa, immancabili doni della tradizione, deliziose schifezze malsane, libri e giochi ma soprattutto il segno di ogni anno che passa, cucito sul mega pedalino.

La Befana 2016. 3 anni: la S il primo anno, Il camion il secondo anno e l'ambulanza il terzo.
La Befana è così. Tu vai a dormire e le lasci qualcosa per scaldarsi un pò prima di ripartire: un bicchiere di latte, la caffettiera pronta, un paio di biscotti e un mandarino. Lei arriva mentre tu dormi e succede che in casa tutto cambia. Giochi montati, libri pronti da leggere, calze stracolme di leccornie e tutto caos in giro. Perchè lei va di fretta, deve correre dagli altri bimbi e non ha tempo di sistemare e incartare tutto, lei deve andare e lasciarci sognare per un anno intero, fino al suo ritorno.


Uno spuntino per la Befana...

ha gradito!
La befana 2015.

La Befana 2013. La prima Befana di Samuele <3

Detto ciò, una cosa devo dirla. Una cosa davvero importate e cioè: cosa non deve mancare nella calza della Befana perfetta di Bastardella:

  • Biscotti fatti in casa
  • Caramelle gelatine ricoperte di zucchero
  • Carbone dolce, ma anche vero
  • Monetine di cioccolata (fanno schifo, andranno buttate, lo sappiamo tutti... ma ci devono stare!)
  • Liquirizie rotelle, ma sarebbe meglio trovare il bastoncino di liquirizia da mordicchiare e succhiare
  • Mandarini, noci e mandorle
  • stecco di zucchero 
  • lecca - lecca
  • i dolci preferiti del proprietario della calza. Bastardello ad esempio adora i chupa... lo so, sono malsani, ma la Befana quello deve fare.
  • Regali che non sa di desiderare. Questo è difficile ma si trova. Un esempio? Un pezzo della ferrovia di legno, una lavagnetta magnetica, uno yo-yo, delle macchinine di legno, una bambola fatta artigianalmente con vestiti riciclati, dei gessi colorati, un peluche o una palla. Tutto rigorosamente tradizionale, niente di telecomandato. La Befana è vecchia e porta giochi che si fanno giocare!
Infine un dettaglio per me importantissimo, qualcosa che renda la calza preziosa. Le calze vanno riempite, non comprate pronte. Le calze pronte sono cose da nonni e da zii, cose che vengono regalate per la Befana. Ma lei, la Befana deve rimanere magica, deve portare cose che nessuno si aspetta, altrimenti la magina finisce sulla bilancia del supermercato.
Allora rendiamo la calza speciale, ogni anno più ricca. Alimentiamo la magia, non ci vuole molto! Non vuoi cucire? Compra una spilla, un fiocchetto, qualcosa che ogni anno dica "hei, quest'anno ci sono anche io, cosa ci sarà il prossimo?"

Questo è per me la Befana!
A domani! :-)

martedì 18 ottobre 2016

Gnocchi fatti in casa. Buona la seconda

I miei gnocchi fatti in casa.

In queste settimane mi sto dando alla pazza gioia in cucina. L'arrivo dell'autunno mi fa tornare la voglia di mettermi in cucina a sperimentare e così, ho deciso di riprovare a fare gli gnocchi.

Qui non ho tradizioni romantiche da raccontare, anzi. Mai viste le mie nonne fare gnocchi e mia madre li ha sempre detestati! Questa faccenda dell'imprevedibilità non le è mai piaciuta, così questi gnocchi sono entrati nel mito delle ricette proibite, quelle che solo mani esperte possono fare, a noi il piacere di assaggiarli e giudicare.

He no! Io li voglio fare e me li voglio mangiare! Così ci ho provato una volta, seguendo i consigli di chi li fa ad occhi chiusi, dosando con le mani e con gli occhi la farina... la bilancia, roba da dilettanti. Risultato? Un gran fallimento e ne ho parlato nel post Perchè mi sono venuti male gli gnocchi?!

Per un po' mi sono leccata le ferite dell'umiliazione e non ci ho più pensato. Ho sperimentato con poco slancio gli gnocchi alla zucca, non ci speravo e infatti non li ho nemmeno documentati e loro sì, che mi hanno dato soddisfazione!

Cosa è cambiato? Facile, mi sono studiata un libretto di Sale&Pepe dedicato solo agli gnocchi e ho seguito alla lettera i consigli pratici e le dosi, soprattutto.

Poi è successo che ho fatto la pasta all'uovo di mia nonna, mi è venuta bene e mi sono un po' gasata, possiamo dircelo? Mi sono detta che se l'onda di sfiga mi perseguita sul lavoro, forse è meglio godersi i piccoli piaceri della vita e buttarsi in cucina. Così, tac, ecco che la scorsa domenica mi sono messa all'opera, fiduciosa come non mai e ricca di un bagaglio di consigli e suggerimenti piovuti dal web. Forte del mio libretto sugli gnocchi, mi sono anche affidata ad un fantastico elenco di errori da non commettere quando si fanno gli gnocchi pubblicato da La Cucina Italiana.

Gnocchi al ragù con parmigiano... tanto parmigiano!

Alla fine, gnocchi al ragù belli e buoni. Ammetto anche una cosa che farà rabbrividire ogni pseudo chef o chef che cadrà per caso a leggere questo post. Ebbene, ho dato retta a qualche scaramanzia di mia madre, tipo aprire tutte le finestre per fare corrente mentre si impastano gli gnocchi e mettere un cucchiaio di olio nell'acqua per non far attaccare gli gnocchi.

Onestamente non lo voglio nemmeno sapere se ha un fondamento scientifico o no, ha funzionato e quando ci riproverò, ripeterò tutto: dosi e tecniche degli esperti e scaramanzia di mia mamma! :-D


la prima foto ai miei gnocchi, post assaggio! :-D
Gnocchi a pranzo per noi!
Le foto sono tutte di Marito Bastardello vero, che appena ha saputo dell'impresa era già pronto ad ordinarsi una pizza sotto casa. La prima foto è stata scattata rigorosamente dopo la prima scolata di gnocchi e l'assaggio. Se andava male anche questa volta, il silenzio stampa d'obbligo!

E via con gli gnocchi!
Fra'

giovedì 13 ottobre 2016

Le fettuccine di nonna Matilde

le fettuccine fatte in casa.

In cucina mi piace sperimentare, ma a tavola no!
Mi spiego meglio. Adoro cucinare di tutto, mettermi alla prova con ricette e ingredienti insoliti, combinare sapori e profumi ma poi quando mi metto a tavola, i sapori che mi attivano le papille gustative sono sempre loro, quelli della tradizione mediterranea, i profumi di casa mia.

Così, quell'odore di legno e farina, cotone pulito e uova mi riporta alle domeniche a casa di mia nonna Matilde, quando fuori il tempo era grigio, il camino acceso e l'acqua a bollire.
Lei, piccola e compatta nel suo grembiule fissato con le spille da balia, preparava delle fettuccine meravigliose. Preparava l'impasto la mattina presto. Sistemava la tavola di legno sul tavolo pulito e libero e poggiava il suo mattarello stretto e lungo sul tavolo, aspettare il momento giusto.

pasta sottile e mattarello cicciotto.

Tutti i passaggi, lo ammetto, non me li ricordo. La faccenda era abbastanza lunga. Mi interessavano due fasi: il momento delle uova nella buchetta e il taglio delle fettuccine. Tutto il resto è un vago ricordo di passaggio, quando correvo da una stanza all'altra o uscivo e rientravo da casa per giocare a "la Regina del Vento". Non mi perdevo però i momenti cruciali, quando le sue mani esperte sistemavano la farina a montagnola e poi formavano una buchetta al centro. Una ad una cadevano al centro della buchetta quattro o cinque uova, un pizzico di sale e poi, prima con la forchetta e poi con le dita, si battevano le uova e piano piano si rompevano gli argini della farina per amalgamare il tutto.
Un bicchiere di acqua sempre vicino, utile per rendere morbido l'impasto e poi tutta la forza la tecnica della tradizione per impastare a dovere la pasta.

Bastardello a lavoro con la farina.

Più la lavori, meglio viene. La pasta all'uovo vuole essere maneggiata e ci vuole un bel po' di forza, perchè non è un impasto morbido. Così, gambe ben ferme a terra e gomiti alti, tutto il lavoro è per le braccia che devono danzare avanti e indietro, con movimenti sicuri, avvolgere e rimboccare, girare e arrotolare l'impasto, fino a quando la superficie non sarà liscia e setosa. Ci vuole un po', ma quella sensazione al tatto è inconfondibile, una carezza e capisci subito che è pronta per essere incisa e per riposare.
l'impasto mentre lo stavamo lavorando
Bastardello in fase di impasto.

Manine esperte <3

A questo punto per me il buio. Quanto deve riposare? A cosa serve quell'incisione? Ma la faccio anche alla pasta della pizza, è giusto? Insomma, la mente si affolla di dubbi, ma fa niente, vado avanti. Ho deciso che riposerà mezzora. Chissà nonna quanto la faceva riposare, io ero in giardino a rincorrere le galline!

Ora l'obiettivo è uno solo, stendere la pasta e renderla omogenea e il più possibile sottile, poi lasciarla riposare e seccare con tutte le finestre aperte. Ho vivo nella testa il ricordo dell'enorme disco di pasta sulla spalliera del divano ad asciugare, disteso sulla tovaglia pulita (così intanto si apparecchiava!).

Il mio mattarello non è come quello di mia nonna, e nemmeno le mie braccia! Ci ho messo parecchio per riuscire a stendere la pasta ma ce l'ho messa tutta per renderla sottile e omogenea. Una volta raggiunto lo spessore desiderato il passaggio era "aprire tutte le finestre, mettere la pasta sulla tovaglia, lasciarla asciugare, fare sul sugo e infine tagliare le fettuccine".
Il mio discone di pasta a riposo.

Il momento dell'asciugatura per me è stato un pò turbolento. Il Bastardello era sicuro che quel grande disco giallognolo fosse ideale per farci passare sopra le jeep! Con quelle ruote dentate, avrebbero lasciato dei fantastici segni, roba da far vedere subito a papà! Quindi il livello di guardia era altissimo... anche se ammetto che avrei giocato volentieri con lui a fare impronte di jeep sulla pasta.

Arrivata all'ora di pranzo, come diceva l'altra mia nonna (Tommasina) "cotta o cruda er foco l'ha veduta", era tempo di tagliare le fettuccine e farle arrivare nel piatto. Qui, in questa fase, me la ricordo bene mia nonna. Prendeva il disco di pasta, lo accarezzava con le sue mani ruvide per sentire se si era asciugata quanto voleva lei, poi con aria sicura e soddisfatta iniziava ad arrotolarla su se stessa fino a creare un lungo salsicciotto piatto. Una volta sistemato al bordo della tavola di legno, prendeva il suo coltello e posizionava le dita per misurare lo spessore della fettuccina e di lì a poco partiva con tagli sicuri a raffica.
Il taglio delle fettuccine

Fettuccine al taglio.

Ogni quattro o cinque tagli si fermava, distribuiva farina di semola sulla tavola e srotolava le fettuccine per poi sistemarle in modo da creare dei piccoli cestini arrotolati. Era bellissimo. Il tavolo diventava una distesa di riccioli e lei diventava ad ogni taglio più fiera del suo lavoro. Nel frattempo l'acqua bolliva da un pezzo e io approfittavo per rubare fettuccine crude, avendo particolare cura nel prendere quelle che in fondo non erano state srotolate, così sotto i denti restavano spesse e consistenti.

Acqua salata, e fettuccine a bollire per due o tre minuti al massimo, scolate e condite con sugo di spuntature o sughetto al basilico e parmigiano ed era pura felicità.

Le mie fettuccine.

Oggi niente ricetta, ma un racconto. In fondo, domenica scorsa, quando mi sono messa a fare le fettuccine con Samuele, questo avevo nella testa: nonna Matilde in cucina, io bambina che entro ed esco da casa e il profumo di farina, legno e sugo che pervade tutto.

Mi è piaciuto tanto coinvolgere Samuele in questa storia, nella nostra storia. Come me, lui andava e veniva, rubacchiava pasta, affondava le labbra nella farina e faceva sfrecciare jeep sulla pasta stesa. Poi ce le siamo anche mangiate, solo che a differenza di nonna Matilde, ho cercato un condimento diverso dal pomodoro, che ho sostituito con una crema di peperoni e basilico.

la farina e il Bastardello.
a presto!
Fra'


mercoledì 27 luglio 2016

[Faccio Festa] Festa a tema macchine per i 3 anni di Samuele

La macchinina protagonista della festa di Samuele. Il disegno è di Filippo Giacomelli.

Ogni anno la festa di Samuele è l'evento dell'anno, nella mia testa. Infatti è divertente e avvilente allo stesso momento notare come l'organizzazione parte con ambizioni altissime, modello capodanno cinese e finisce sempre con una lotta contro il budget. La consolazione è che non sono sola in questa battaglia, tutti i genitori o la maggior parte, hanno questo problema, quindi sono in buona compagnia. Ci sono alcuni aspetti, però, sui quali non transigo. Non c'è budget che tenga:

- il tema
- il coordinato
- la realizzazione dei desideri di Samù

 Realizzare i desideri non significa svaligiare il negozio di giocattoli, ma assecondare una passione, fargli trovare i suoi dolci preferiti, i suoi amici preferiti, i suoi giochi preferiti, nel suo posto preferito, nello stesso momento.

Tanti piccoli dettagli che messi insieme sono un fuoco d'artificio di felicità, per lui e per noi. Così, il primo compleanno abbiamo celebrato il suo amore per i mattoncini colorati, gattonava tenendo in una mano due mattoncini e nell'altra altri due e si sentiva il suono dei tacchi delle scarpe quando percorreva il corridoio. Il secondo anno abbiamo fatto una festicciola, veramente microscopica in casa, a tema Cantiere. Pura felicità e delirio di bimbi in età da nido in casa.

Il save the date inviato agli amici per tenere libera la domenica!
Quest'anno festa a tema macchine, perchè questa è la sua passione del momento, il gioco che non lo stanca mai.
Location: il suo asilo nido, il Nido di Li.Sa. La scelta è stata voluta fortemente da me, non solo perchè lui è davvero felice quando va al nido e perchè i suoi amici sono quasi tutti lì, ma anche perchè questo è il suo ultimo anno di asilo nido e festeggiare i 3 anni, il passaggio da bimbo ad alunno, è un bel modo di chiudere un ciclo felice con l'auspicio di iniziarne uno ancora più felice, altrove.

Fortunatamente siamo circondati da amici creativi, così un collega di papà David ci ha regalato per l'occasione una sua meravigliosa illustrazione, anzi quattro. Automobili stilizzate blu, rosso, giallo e verde. Loro sono state la base da cui partire per organizzare tutto. Perchè la scelta dell'azzurro e del verde? Semplice, dovevo risparmiare e avevo già in casa le tovaglie di carta di quel colore. La fortuna ha voluto che la sala del nido avesse la parete azzurra, così il coordinato è pronto.
L'allestimento della festa a tema macchinine di Samuele.

Festone e buffet.

 Nella mia "visione Las Vegas" delle festa, a guardarla adesso mi sembra tutto un po' piatto e misero. Avrei voluto molto di più, a partire dal buffet. Consiglio per le partymamas all'ascolto: non date retta a nessuno, se pensate che il buffet è misero, aumentate. Io ho dato retta e resto dell'idea che il buffet era troppo poco. In ogni caso, non li ho fatti morire di fame, abbiamo scelto tutte cose che Samuele adora:
- Ciambellone all'arancia senza latte e burro
- camioncini - biscotti di frolla al cioccolato
- ambulanze – biscotti di frolla alla vaniglia
- biscotti occhi di bue all'albicocca
- bicchieri di pop corn
- pizza bianca
- pizza rossa
- muffin al limone e ricotta (ever green delle mie feste)
- grissini ricoperti di semi di sesamo
- biscottini di mais senza glutine
- succo di arancia
- succo di mela
- succo di ananas
- torta di compleanno, Charlotte di frutta fresca e crema pasticcera (come sempre presa dalla Pasticceria Fratelli Maurizi)

Biscotti al cioccolato e occhi di bue. 
Ciambellone all'arancia senza latte e burro.

Succhi in bottiglia.

Gli adorati occhi di bue di Lidl. 
Muffin alla ricotta e macchinine.
Per l'allestimento abbiamo realizzato:
- un festone fatto a mano con i cartoncini tinta unita... la resa è stata accettabile ma con gli occhi di oggi sembra un po' piatta. Se volete provare a farlo, vi consiglio di usare un cartoncino più leggero, magari con tinte fantasia. Per farlo vi serve: cartoncino colorato, stampe delle lettere per formare la scritta, cordoncino, colla a caldo, mollettine di legno.
- dischi con le stampe delle macchinine che pendevano dal soffitto. Abbiamo inserito le macchinine dentro a dei cerchi e le abbiamo stampate. Abbiamo incollato tra due dischi un lungo filo di nylon trasparente e con il metodo infallibile delle attach le abbiamo posizionate negli spazi del controsoffitto.
- il quadro sul tavolo. Avevamo in casa una bella cornice comprata da IKEA e abbiamo stampato un manifesto con scritto "Benvenuti alla mia festa", lo abbiamo posizionato al centro del tavolo. Con gli occhi di oggi vi direi di comprare una cornice molto più grande... ma io ce l'avevo già a casa (fattore risparmio prima di tutto... grrr).


Macchinine con rotoli di carta igienica da personalizzare e colorare.
 Altro aspetto fondamentale è cosa far fare ai bambini. L'animazione è esclusa, sempre per questioni di budget e anche perchè in fondo a 3 anni cosa devi animare? Sono già animati da soli, delle piccole ienette!
Così ho unito dei grandi classici a delle idee fantastiche trovate in rete:
 - la pista per giocare con le macchine. Abbiamo comprato su Amazon un nastro adesivo removibile che applicato a terra creava una perfetta pista per giocare con le macchinine. Sempre su Amazon abbiamo comprato una scatola di 25 macchine che sono state posizionate lungo la pista e nel parcheggio improvvisato.
- il tavolo delle macchinine di cartone. Per chi non voleva giocare con le macchinine c'era la possibiltà di personalizzare con colori e adesivi delle macchinine fatte con rotoli di carta igienica. È stato molto facile e divertente realizzare queste macchinine ed è stato bellissimo vedere mamme e bimbi intenti a personalizzare la propria macchinina.
- Stampa e colora a tema macchine. Per tutti c'erano anche colori e una grande quantità di stampa e colora a tema macchine. Sono impazzita alla ricerca di stampa e colora con le macchine per bambine. Scusatemi, ma chi lo ha detto che alle femmine non piacciono le macchine? Ebbene sono impazzita nella ricerca e alla fine ne ho trovate solo tre o quattro.
- Giochi in giardino. Dettaglio fondamentale per una festa, soprattutto in primavera, è il piano B. Il nido ha un piccolo cortile esterno con scivolo e giochi da esterno che fanno respirare i genitori e divertire i bambini.
- Palloncini come se volessimo spiccare il volo. In genere le feste per bambini sono la prigione dei genitori, relegati su divanetti scomodi, al buffet oppure a correre dietro ai figli imbizzarriti.
- una corona per il festeggiato. Io ho usato quella che ogni anno mi manda Imaginarium, è bellissima!

Il Festeggiato incoronato 3enne! <3

Il tavolo dei creativi

Mamma Francy e David alle prese con gli adesivi.

Amici al buffet.

La super pista delle macchinine.

Samu' e le macchinine
Mamme, papà e cuccioli sul tavolo dei creativi.

Bianca e Mamma Ale all'opera.
Alcuni genitori che vengono alle feste di Samu, quando vanno via, mi dicono sempre "che bello, siamo stati bene, è stato rilassante". Ci credo! La scelta di un asilo nido come location per una festa di un bimbo fino a 3 anni è ideale anche per i genitori, perchè l'ambiente ti permette di stare tranquillo, tutto è a misura di bambino e se i bambini sono sicuri e sereni, i genitori non si stressano e magari si godono un buon muffin seduti sul divanetto mentre il piccolo gattona e gioca con una macchinina.
Il momento dei regali. Stress allo stato puro.
La festa deve essere festa per tutti, se no è uno stress! Infine, abbiamo preparato delle Samù-bag da regalare agli amici. Anche qui, il budget mi ha ammazzato la creatività. Avrei voluto fare tante cose e invece ho dovuto cedere ai dolcini, rigorosamente baby friendly, gommosine golose per lo più e dei paper toys con macchine vintage per i maschietti e con bamboline con cambio abito per le femmine.

Samu' con i suoi Cuginoni Giammarco e Filippo.
La Famiglia Bastardella

Il Festeggiato incoronato e candelinato! 

Tanti auguri a te! <3
Dunque, detto ciò, sono molto felice di come è andata la festa di Samuele. Lui è stato felicissimo, ha parlato e raccontato della sua festa, dei suoi amici e dei mille regali per giorni e giorni. Io resto con il mio cruccio del buffet scarso e dei colori piatti, ma è un problema mio visto che lui è tanto felice!!
Al prossimo anno!
Fra'

lunedì 7 marzo 2016

I carciofi in padella

Carciofi in padella.

Se vi aspettate una di quelle ricette della tradizione dove si friggono anche le porte di casa, cliccate in alto a destra e chiudere questa pagina del browser.
Oggi parliamo di una tradizione di famiglia, sì, ma moooolto light! Non perchè non mi piacciano i carciofi fritti, anzi, sono la "morte sua", ma in genere friggo molto poco e i carciofi per me sono pietanze assai rare da mettere a tavola, quindi le poche volte che li compro al mercato, poi li faccio semplici semplici in padella, da gustare caldi come un contorno prezioso.

Mi piacciono quelli che sceglie mamma al mercato e mi piace cucinarli come faceva mia nonna Tomassa. Unica eccezione nella mia cucina, niente aglio. Mi piace avere una vita sociale!

Andiamo con ordine. Partiamo dallo scorso anno, quando per il pranzo di Pasqua mia mamma si è messa a pure giusto due carciofini...
Tutto è iniziato qui, a casa dei miei genitori in Umbria, dove mia mamma ha allestito un tavolo per la pulizia e preparazione del carciofo e io mi sono messa all'opera con lei.

Bastardella e carciofi. Giusto un assaggino!

Scuola di pulizia del carciofo.
Da dove si inizia? Dalla scelta del carciofo. Dice GrandBastardella "i carciofi romaneschi devono essere belli tondi, duretti e con un bel bucco in cima alle foglie". Ok, afferrato. Per pulirli si devono togliere le foglie partendo dall'esterno, fino a quando non diventano tenere, poi si stringe bene la testa del carciofo e si taglia in modo netto l'estremità delle foglie.
Il gambo del carciofo deve essere spellato e tagliato. Infine per evitare che i carciofi sbucciati diventino neri è necessario cospargerli di succo di limone, in attesa di condirli e cuocerli.

C'è tutta una gestualità che mi piacerebbe raccontarvi, a partire dallo stile sicuro e disinvolto, quasi annoiato di togliere le foglie ai carciofi, il succo di limone, prima spremuto e poi strofinato, il taglio dei gambi, tanto quanto basta per poi tagliarlo ancora e dividerlo in due (cosa c'è di più delizioso di un gambo di carciofo tenero?). Ma no, non ve ne parlerò.

Bastardella all'opera.

carciofi sbucciati e limonati.

Carciofi pronti per la teglia. Notare la cassetta di bucce...
Questi carciofi non erano destinati alla padellata. Mia mamma, il giorno di Pasqua, fa sempre i carciofi in casseruola, a testa in giù. Attenzione, non sono i carciofi alla giudia, no no. Sono i carciofi di Enrica, mia madre per l'appunto. Sono la fine del mondo, anche se per i miei gusti è troppo generosa con l'aglio, ma non diciamoglielo se no attacca che senza aglio non sanno di niente.

Anche qui gli ingredienti sono davvero basici: Carciofi, prezzemolo, aglio, sale, limone e acqua. Si cuociono in casseruola e si aggiunge acqua durante la cottura. I carciofi non hanno bisogno di chissà cosa, sono già fantastici di loro. Se la fortuna e la scelta sono dalla nostra parte, appena il coltello affonda nel gambo burroso, si aprirà un cuore delicato e morbidissimo. Se invece il cuore è pungente e spinoso, il carciofo ci avrà traditi!

Carciofi in casseruola.

Ma, torniamo ai miei di carciofi, quelli in padella, semplici semplici.
Ecco la ricetta

Carciofi in padella.

Carciofi in padella


  • 2 carciofi romaneschi
  • prezzemolo fresco
  • succo di limone
  • sale
  • acqua
  • olio evo.


Sbucciare i carciofi, tagliarli a spicchi e tenere parte dei gambi, mettere in padella con olio evo, sale e una bella strizzata di limone. Aggiungere acqua e prezzemolo fresco e lasciar cuocere. Aggiungere acqua fino a quando non si saranno cotti. Servire caldi.

Se non siete degli anti-aglio come me potete aggiungere uno spicchio di aglio... ma senza sono buoni lo stesso.

A presto,
Fra